"Dalla Finanziaria regionale sorprese positive e negative per la Provincia di Rimini"

"Il secondo non prevede finanziamenti ma solo brutte notizie per gli albergatori e più in generale per i proprietari di strutture turistico ricettive"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Oltre alla portata generale del Bilancio di previsione 2014 che prevede ancora una volta la riduzione delle spese di funzionamento della Regione con un notevole risparmio da destinare a cittadini ed imprese emiliano-romagnoli, la Finanziaria regionale in corso di approvazione contempla anche due provvedimenti  particolarmente “dedicati” al nostro territorio.Il primo stabilisce un finanziamento certo di 127.000 euro per il Parco Simone e Simoncello che tanto aveva agitato le popolazioni dell’Alta Valamrecchia.

Il secondo non prevede finanziamenti ma solo brutte notizie per gli albergatori e più in generale per i proprietari di strutture turistico ricettive. Colpiti dalla ventata di nuovismo e di sburocratizzazione ormai impetuosa in questo Paese, anche la Giunta Errani si era avventurata nella redazione di una legge sulla semplificazione edilizia. Come capita però a tutti i neofiti che si confrontano con la cultura liberale, immediatamente si sono accorti di essere andati troppo oltre per la loro mentalità.

L’art. 55 della legge regionale 15/2013 infatti, prevedeva la possibilità per tutti i fabbricati adibiti ad esercizio di impresa, di frazionamento in più unità immobiliari pur mantenendo la medesima destinazione d’uso. Questo valeva per i fabbricati industriali o commerciali ma anche ovviamente per i fabbricati adibiti ad attività turistico ricettiva, ed a riprova di ciò, solo pochi giorni fa in risposta ad una interrogazione del mio collega Bartolini sul tema, l’Assessore Peri  ribadiva che: “la  disposizione può trovare applicazione per gli immobili adibiti ad attività turistico ricettive, ma nei soli casi le nuove unità mantengano la medesima destinazione produttiva”.

Oggi, con un improvviso emendamento della Giunta si cambiano completamente le carte in tavola e si prevede l’esplicita esclusione dal provvedimento delle strutture ricettive alberghiere. Al di là del merito, perché non so neppure se gli albergatori fossero interessati o meno ad una simile opportunità, mi sento di stigmatizzare il metodo che modifica all’ultimo secondo senza un minimodi discussione e di approfondimento una norma di legge di cui si è data una interpretazione autentica solo pochi giorni fa. Non è questo il modo di dare certezza alle nostre aziende turistiche già duramente provate dalla crisi, e la decisione di oggi della Giunta evidenzia tutta la sua incapacità nel confrontarsi con una cultura liberale che si fida dei cittadini che intraprendono e non li considera a priori degli approfittatori".  

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