Imprese e appalti, le novità del decreto Fare: "Meno burocrazia"

Sostenere le imprese appaltatrici e i lavoratori, semplificare gli adempimenti burocratici, rendere l'economia meno fragile riducendo il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata

Sostenere le imprese appaltatrici e i lavoratori, semplificare gli adempimenti burocratici, rendere l'economia meno fragile riducendo il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. "Nel decreto Fare che mercoledì sarà sottoposto al voto di fiducia, il passaggio nelle Commissioni parlamentari ha introdotto alcune importanti novità in materia di appalti", spiega il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti.

Viene ad esempio concessa la possibilità, da parte delle pubbliche amministrazioni, di anticipare fino al 10% dell’importo dei lavori affidati fino al 31 dicembre 2014 alle imprese appaltatrici. “Questo darebbe alle imprese una base sufficiente per soddisfare i primi pagamenti dei fornitori senza essere costrette a richiedere credito alle banche. Una boccata di ossigeno che darebbe certezza maggiore e renderebbe più efficace la gestione della commessa”.

Il testo emendato del decreto Fare prevede poi la tutela delle piccole e medie imprese attraverso un'adeguata suddivisione degli affidamenti in lotti funzionali per l'esecuzione delle opere pubbliche. Altri provvedimenti riguardano lo snellimento burocratico. “Per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, la documentazione richiesta dalla legge sugli appalti per comprovare il possesso dei requisiti da parte delle imprese non dovrà più essere prodotta ogni volta dalle stesse – spiega Arlotti -, ma verrà acquisita esclusivamente attraverso una banca dati”.

Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) avrà inoltre una validità di 120 giorni anziché gli attuali 90, anche per i lavori privati, e potrà essere usato per partecipare a gare diverse da quelle per i quali era stato rilasciato in origine. Ancora, negli appalti fino al 31 dicembre 2014 il prezzo più basso sarà determinato al netto delle spese del personale, valutato sulla base dei minimi salariali, e delle misure di salute e sicurezza sul lavoro. “Tradotto, nelle gare il ribasso non si potrà giocare a spese dei lavoratori e della sicurezza”.

Infine sono previsti specifici criteri di ammissione ai Fondi di garanzia che vengono così aperti anche alle imprese sociali e cooperative sociali. “L'obiettivo delle norme introdotte nel decreto Fare è aiutare il mondo del lavoro a superare questa fase di grande difficoltà – conclude Arlotti -, rendendo le aziende meno fragili e meno permeabili ai rischi di infiltrazione della criminalità. Se da una parte il controllo sulle irregolarità resta alto, dall'altra le imprese sane devono essere messe nelle condizioni di lavorare al meglio, senza inutili appesantimenti burocratici e soprattutto con una liquidità che non le costringa a confrontarsi con il credit crunch, o peggio, ricorrere a forme di finanziamento 'alternative' e usuraie”.

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