Pd, il 4 novembre si eleggerà il nuovo segretario provinciale. Candidati Magrini e Russomanno

La direzione provinciale del Partito democratico ha approvato lunedì sera all'unanimità il regolamento del percorso congressuale, che si apre così ufficialmente

Il segretario provinciale uscente, Emma Petitti

La direzione provinciale del Partito democratico ha approvato lunedì sera all'unanimità il regolamento del percorso congressuale, che si apre così ufficialmente. Dal 14 al 30 ottobre si terranno i congressi di circolo per il rinnovo dei rispettivi segretari e per l'elezione dei delegati all'assemblea provinciale. Il 4 novembre si riunirà l'assemblea provinciale che eleggerà il nuovo segretario provinciale. Hanno dato ufficialmente la propria disponibilità a candidarsi Juri Magrini e Paolo Russomanno, che entro l'11 ottobre dovranno presentare le firme raccolte a loro sostegno.

"Lavoriamo per dare credibilità e primato alla politica, forza e autorevolezza al nostro partito e nella preparazione del nostro congresso territoriale dobbiamo contribuire al radicamento attraverso i circoli", ha dichiarato il segretario provinciale uscente, Emma Petitti. Secondo la parlamentare, occorre "tenere il filo del lavoro fatto in questi ultimi anni sulle sfide politiche aperte come territorio provinciale e che in alcuni casi hanno portato a risultati positivi. Solo il più recente, il risultato del referendum sulla fusione tra Poggio Berni e Torriana, a cui si affianca il perseguimento del risultato dell’Unione 2.0 in Valconca per la gestione dei servizi associati tra Comuni".

"Dobbiamo continuare il lavoro sulle infrastrutture e i servizi prioritari del nostro territorio provinciale: la mobilità e il Trc, la nuova Statale 16, il piano dei servizi socio sanitari e la Ausl unica, il nuovo piano degli investimenti di Atersir e il Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato, i servizi scolastici - chiosa Petitti -. Temi di cui è importante che il Pd provinciale tenga una sintesi, perché le campagne elettorali che ci impegneranno tra pochi mesi ne 20 Comuni al voto dovranno essere caratterizzate da un filo rosso che leghi attorno ad una visione unitaria il nostro progetto politico.

"Nei prossimi mesi dovremo inoltre concentrarci a costruire un nuovo centrosinistra aperto alle esperienze civiche, ma a partire da un chiaro programma di governo, senza ambiguità - ha aggiunto la parlamentare -. Dovremo mettere a disposizione di esperienze di natura civica la forza, l’organizzazione e la rete del partito, quando e dove è possibile, anche laddove non esprimeremo direttamente il candidato sindaco".

Quindi una puntualizzazione sul Pd: "Da solo, anche il migliore non ce la può fare. Vogliamo costruire un partito aperto, ma che sia un partito vero, in cui ci siano discussioni politiche, analisi, e in cui ci sia un coinvolgimento effettivo degli iscritti sulle scelte da compiere, non soltanto al momento della scelta delle persone. Un auspicio per il futuro, dal mio punto di vista e, tenuto conto del forte rinnovamento generazionale e di genere, compiuto in questi ultimi anni, è che si riesca a costituire un gruppo dirigente che non cristallizzi le divisioni al proprio interno, ma che possa discutere lealmente, anche rimescolandosi a seconda delle diverse questioni sul campo, in maniera leale e solidale".

"Mi piacerebbe che riuscissimo a sollevarci dalle pretestuosità e da logiche di posizionamento di una competizione continua. Le nostre primarie interne sono uno strumento, non una soluzione - ha auspicato Petitti -. Dobbiamo rimettere al centro il dibattito politico, per poter accrescere l’unità e la solidarietà interna sugli obiettivi comuni, ricercando nel solco riformista e nella famiglia progressista dei Democratici e dei Socialisti europei, quell’identità condivisa che ci permetta di superare la visione della politica come gestione dell’esistente e governo del quotidiano, all’interno di un infinito presente".

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