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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

Disagio per i nuovi orari dei treni, si mobilita l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna

Due interrogazioni a risposta immediata presentate da Partito democratico e Movimento 5 stelle

I disagi dei pendolari approdano in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, con due interrogazioni a risposta immediata presentate da Partito democratico e Movimento 5 stelle. A presentarle il dem Mirco Bagnari e il Cinque stelle Andrea Bertani anche se con toni, nei confronti dell'esecutivo, differenti. I consiglieri hanno chiesto "scelte condivise con i  territori e non prese sulla loro testa", che non penalizzino le  piccole stazioni, "visto che ad oggi molte fermate sono state  soppresse", ma che vadano incontro alla richiesta, per cui è stato  creato il nuovo orario, di riduzione dei tempi di percorrenza dei viaggi da e per Bologna. "Dobbiamo pretendere - ha manifestato Bagnari - che il gestore dei  servizi non faccia scelte sulla testa dei territori. Per abbattere i tempi di percorrenza non si devono cancellare le fermate: così siamo capaci tutti a efficientare i servizi. Ai tagli vanno aggiunti i costanti ritardi dei nuovi treni. Il gestore deve fare le scelte per erogare un servizio migliore ai pendolari, cittadini e territori e non sulla loro testa".

Bertani ha invece puntato il dito contro la Regione: "Non credo che il nuovo orario non sia stato 'bollinato' dalla Giunta. Non doveva scoprire sulla pelle dei pendolari che non funzionavano. I tempi più brevi di percorrenza piacciono a tutti ma non devono essere né una scusa per tagliare fermate né un miraggio. Vorrei ricordare all'assessore Donini che esistono pendolari anche nelle piccole stazioni e che la Romagna non termina a Rimini ma va oltre". "Ci dicono che da marzo - prosegue - verranno rimodulati i Frecciabianca, trasformandone molti in Frecciarossa: sono treni che i pendolari utilizzano. Se non ci saranno più, si riverseranno sui regionali, andando a creare ancora più affluenza su quei convogli". Il nuovo orario dei treni è in vigore da domenica 8 dicembre 2018 e sta causando malumori tra pendolari e studenti delle stazioni intermedie fra Imola e Bologna e fra queste e le località a est di Forlì o lungo la Castelbolognese-Ravenna, come nel caso di Godo, o fra Ravenna e Rimini, come a Classe.

"Sia chiaro - ha specificato l'assessore ai Trasporti Raffaele Donini - che la Regione non ha certo l'attitudine a spendere tre milioni di euro in più per creare problemi al territorio. Sono emerse alcune criticità per la soppressione di alcune fermate intermedie e alcuni problemi riguardanti le coincidenze con l'uscita degli studenti di alcuni istituti scolastici, quest'ultimi affrontati e risolti con servizi sostitutivi su gomma. Quando si sono accertate le prime criticità ho chiesto e ottenuto che si istituisse un coordinamento tecnico permanente tra Trenitalia, Regione, Comuni e territorio ravennate, ferrarese, Città Metropolitana e azienda di trasporto pubblico, per valutare quali correttivi immediati apportare al nuovo orario".

"Sulla linea Ravenna-Ferrara - prosegue - non era stata richiesta alcuna modifica: pensiamo che, nelle prossime settimane, si possa ripristinare la quasi totalità delle relazioni contenute nel precedente orario". L'assessore ha chiuso rimarcando: "Siamo anche disponibili, nel caso in cui le criticità non si risolvessero rapidamente, a richiedere a Trenitalia l'immediata applicazione del vecchio orario, confidando di realizzare l'obiettivo della velocizzazione della linea Ravenna-Bologna, nel momento in cui saranno effettuati i necessari investimenti infrastrutturali sulla linea da parte di Rfi, contenuti nei contratti di programma con lo Stato per i quali abbiamo già richiesto l'assoluta priorità". L'interrogazione a risposta immediata del Pd è stata firmata da Mirco Bagnari, Paolo Calvano, Nadia Rossi e Francesca Marchetti. L'atto dei Cinque stelle da Andrea Bertani.

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