L’onorevole Eugenia Roccella: "Difficile che i padri costituenti pensassero al diritto di morire"

La candidata di Noi con l’Italia - Udc commenta la decisione della Corte d'Assise di Milano sulla vicenda di Dj Fabo

Dopo il rinvio da parte dei giudici della Corte d’Assise si Milano alla Consulta, chiedendo di valutare nell’ambito del processo all’esponente radicale Marco Cappato se le norme che vietano l'aiuto al suicidio sono costituzionali dopo aver aiutato Dj Fabo, si sono scatenate le reazioni politiche. L’onorevole Eugenia Roccella (Noi con l’Italia - Udc) candidata per il centrodestra alle prossime elezioni politiche nel collegio plurinominale di Rimini, è intervenuta sull’argomento spiegando che “Sul ruolo di Cappato nel suicidio assistito di Dj Fabo è chiamata a decidere la Corte Costituzionale. Secondo i giudici della Corte di Assise di Milano, all’individuo va “riconosciuta la libertà” di decidere “come e quando morire” proprio grazie ai principi della nostra Carta fondante. Difficile pensare che i padri della nostra repubblica, usciti dalla tragedia della seconda guerra mondiale, si siano riuniti nell'assemblea costituente per stabilire il diritto a morire. Se così fosse, ogni persona che manifestasse una volontà di suicidarsi non andrebbe ostacolata, e forse neanche soccorsa, perché la libertà di darsi la morte va rispettata. Si distruggerebbe così il principio di solidarietà che è alla base di ogni comunità, e quella che può essere solo una richiesta d'aiuto, o una sofferenza che chiede condivisione e vicinanza, diventerebbe un gelido diritto, il diritto a morire".

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