E' scontro tra i 5 Stelle e il sindaco Gnassi sugli eventi estivi

Si infiamma la querelle dopo il bando, andato a vuoto, della Beach Arena; Sensoli: "Se l'amministrazione non fa il suo dovere, la colpa non è di chi solleva il problema, ma di chi ha pensato ad una gestione di quell'area come se fosse una proprietà privata e non un bene pubblico"

Si infiamma la querelle tra il Movimento 5 Stelle e il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, dopo il mancato buon fine del bando per l'assegnazione della Beach Arena. Il consigliere regionale pentastellato, Raffaella Sensoli, non ci sta alle accuse del primo cittadino e replica alle sue dichiarazioni. "Le affermazioni del Sindaco Gnassi sarebbero alquanto esilaranti se non riguardassero argomenti seri come l'economia della nostra città e la tutela della spiaggia - attacca Raffaella Sensoli, consigliere grillino in Regione. - Innanzitutto vorrei ricordare che i rappresentanti del MoVimento5Stelle sono cittadini prestati alla politica che, prima di entrare nelle isitutizioni, hanno avuto, e riavranno al termine dei due mandati, una propria storia professionale separata e distinta dalla politica, mentre ci sembra che il nostro sindaco, come tanti all'interno del suo partito, siano cresciuti a pane e politica e nella vita non abbiano fatto null'altro: quindi prima di affermare che il MoVimento5stelle sia una casta di eletti, ripasserei un po' di storia contemporanea della politica locale, regionale e italiana e del Partito Democratico. Venendo ad argomenti ben più importanti, sono disponibile a mostrare a Gnassi i messaggi di ringraziamento arrivati in questi giorni dai tanti imprenditori ed operatori commerciali che lui e la sua giunta hanno sempre escluso, direttamente o indirettamente, dagli eventi della città, finiti in gestione sempre ai soliti soggetti. Quindi ci chiediamo: chi fa fuggire  veramente gli imprenditori da Rimini e chi veramente pensa al bene della città (tutta, non solo di una parte)?"

"Ribadiamo - prosegue Sensoli - che quel bando, oltre che lesivo di diverse norme regionali, era tutt'altro che trasparente o partecipativo. Lo hanno dimostrato i tempi, modi e risultati avuti nella sua pubblicazione e gestione. Se l'amministrazione non fa il suo dovere, la colpa non è di chi solleva il problema, ma di chi ha pensato ad una gestione di quell'area come se fosse una proprietà privata e non un bene pubblico. Un'ultima considerazione riguardo la sicurezza: consigliamo al sindaco di concertare la gestione della sicurezza con un piano serio assieme le forze dell'ordine che ogni giorno si impegnano per garantire l'incolumità dei cittadini anziché vaneggiare su tossicodipendenti e delinquenti che da domani affollerebbero la zona, perché con la sua affermazione manca di rispetto a tutti quei bravi cittadini che usufruiscono ogni anno delle poche spiagge libere di RImini. In ogni caso, se dessimo per valide le sue teorie, potremmo ricordare per l'ennesima volta al sindaco che Rimini non finisce in piazzale Kennedy: a questo punto ci aspettiamo un fiorire di palchi e concerti sia a Rimini Nord che da Bellariva a Miramare, così finalmente spariranno la prostituzione dai marciapiedi, il degrado dalle ex colonie e la microcriminalità dalle spiagge.

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