Edilizia, semplificazione. Peri: "Riforma, non rivoluzione"

Il sindaco di Maiolo, Marcello Fattori, ha raccomandato “chiarezza perché una normativa complessa mette in difficoltà gli uffici tecnici”

Il progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale “Semplificazione della disciplina edilizia”, al centro giovedì mattina di una udienza conoscitiva convocata dalla commissione Territorio, ambiente, mobilità presieduta da Damiano Zoffoli, riceve un “sostanziale apprezzamento” da enti locali e costruttori mentre gli ordini professionali coinvolti, dagli architetti agli ingegneri passando per i geometri, esprimo alcune perplessità.

Come spiega l’assessore alla Programmazione territoriale, Alfredo Peri, in apertura dei lavori, “l’obiettivo di questo progetto di legge è mettere ordine nella materia, a partire anche dai conflitti di interpretazione, il nostro obiettivo deve essere quello di governare il riutilizzo dell’esistente e ragionare sulla fase successiva, controllando la correttezza”. L’assessore premette che “siamo di fronte a un processo più riformista che rivoluzionario, ma sicuramente è concreto”, a partire ad esempio “dalla spinta per la standardizzazione, per una base comune di riferimento, a fronte di una interpretazione locale spesso portata fino all’eccesso”. L’impegno massimo della Giunta, avverte Peri, sarà dedicato a “approvare la legge entro luglio, i tempi sono fondamentali, data anche la crisi del settore”.

Tra i rappresentanti dell’industria edile, Giovanni Bertolani, presidente di Confedilizia regionale, parla di “critiche di principio” dal momento che “non si sa se per amnesia o per scelta politica” non vengono trattate “questioni fondamentali, come i profili tecnici e fiscali o l’esternalizzazione del processo amministrativo”. Al contrario, però, Francesco Zanoni, coordinatore del Tavolo regionale per l’imprenditoria edile, si dice “favorevole all’impianto normativo, perché è utile a migliorare il rapporto con gli enti locali”, e il progetto di legge riceve il si anche di Gianluca Rusconi, rappresentante di Confindustria e Ance Emilia-Romagna, per il quale “dato l’assetto normativo datato, era importante arrivasse un segnale” anche se “c’è il problema dei criteri edilizi di impatto ambientale, che la Giunta avoca a sé nonostante la competenza nazionale in materia”.

Per quanto riguarda i professionisti, il giudizio di Stefano Pantaleoni, dell’Ordine degli architetti di Bologna, è netto: “La semplificazione è riduzione delle norme, qua invece addirittura aumentano, c’è solo un trasferimento di competenze”. Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Curli, della Federazione ingegneri dell’Emilia-Romagna, secondo cui “nella legge si perde traccia della semplificazione, si doveva e si poteva fare di più”, e Daniele Ugolini, del Comitato regionale geometri, per cui “è evidente che manca una condivisione tra enti locali e professioni”, mentre Alberto Talamo, del Comitato unitario dei professionisti dell’edilizia dell’Emilia-Romagna, si limita a richiedere “l’introduzione della prescrizione per gli abusi edilizi minori, un passo fondamentale che in questa legge manca”.

Gli esponenti degli enti locali hanno espresso un “sostanziale accordo”, pur presentando ognuno alcune obiezioni. Monica Cesari, dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, ha espresso dubbi “sulla richiesta di un parere della commissione per i beni storico-artistici anche per interventi minori”; Cristiana Ghedini, del Comune di Cervia, ha chiesto “attenzione sulla definizione forse vaga di conformità edilizia, che può far nascere contenziosi”.

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Antonio Gioiellieri (Anci Emilia-Romagna) si è concentrato sulla “necessità di maggiore concertazione” mentre il sindaco di Maiolo, Marcello Fattori, ha raccomandato “chiarezza perché una normativa complessa mette in difficoltà gli uffici tecnici”. Si è invece espressa in termini negativi Lucia Bursi, sindaco di Maranello, in provincia di Modena, secondo cui “non siamo davanti a una vera semplificazione ma ad un declassamento dei procedimenti, il sistema di controlli presenta grossi limiti e nutro forti perplessità rispetto alle costruzioni in deroga”.

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