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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Politica

Elena Raffaelli eletta segretaria provinciale della Lega: "Vittoria di una squadra che ha lavorato bene"

La neo-eletta: “Siamo qui per decidere quale sarà il nostro futuro e il ruolo che la Lega vorrà giocare in provincia di Rimini"

Elena Raffaelli è stata eletta segretaria provinciale della Lega a Rimini. Lo hanno decretato all’unanimità i militanti presenti al congresso. A coadiuvarla un direttivo formato da Claudio Di Lorenzo, Enzo Ceccarelli, Veronica Pontis, Leonardo Bindi, Gianluca Sardella e Massimiliano Baietta. Sarà componente del direttivo anche Cristiano Mauri, storico militante della Lega, con nomina fiduciaria per la sua provata esperienza di amministratore. 

“Uniti si vince tutti, divisi si perde tutti”. E’ stato questo l’incipit dell’intervento di Raffaelli che ha proseguito “siamo qui per decidere quale sarà il nostro futuro e il ruolo che la Lega vorrà giocare in provincia di Rimini. Veniamo da un risultato importante, per nulla scontato. Una vittoria della concretezza e del pragmatismo, la vittoria di una squadra che ha lavorato unita e che ha saputo raggiungere l’obiettivo. Mi riferisco, naturalmente, alla netta vittoria di Jacopo Morrone su Andrea Gnassi nel collegio uninominale della Camera a Rimini. Una vittoria che ci ha gratificato tutti, come militanti della Lega portatori di ideali importanti e condivisi”.

“Credo - ha proseguito - che ci sia sempre più bisogno di ideali grandi e semplici allo stesso tempo, che trasmettano la visione chiara e civile di un partito come la Lega che deve essere capace di scuotere le coscienze, mobilitare le intelligenze, scontrarsi coraggiosamente sui grandi temi che investono la libertà e il futuro dei territori. Dobbiamo ridare ai cittadini il senso dell’identità e dell’appartenenza, la speranza e la fiducia. Per questo dobbiamo essere credibili e la credibilità la acquisti solo se nell’agire politico (e amministrativo) a guidarti sono l’etica e il rispetto delle motivazioni ideali. Esigenze, queste, che sono molto più diffuse fra i cittadini di quello che pensiamo. Ritengo che la Lega sia il partito che ha mantenuto più saldi e coerenti i suoi principi e ideali basilari. Quando la Lega si è mobilitata, dai suoi vertici ai semplici sostenitori, coinvolgendo le persone in un progetto, puntando con intelligenza politica e fermezza a un obiettivo, è riuscita a realizzarlo. Questo è un dato di fatto che deve farci riflettere per il futuro”.

All’assemblea congressuale, a cui era presente anche il parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, è seguita una festosa e partecipata cena degli Auguri con tanto di tombola finale.

Polemica, invece, con gli assenti: “Vittimismo, smemoratezza e incoerenza sono sindromi da cui sono afflitti certi politici che si sentono frustrati nelle loro aspettative, incapaci di lavorare in squadra, preferendo sabotare piuttosto che costruire. In politica l’’aventino’ è utilizzato il più delle volte come la strada più facile per mostrare divergenze o antipatie personali. L’‘aventino’, tuttavia, di rado paga. L’isolamento dentro una forza politica danneggia più chi lo pratica, condannandolo all’irrilevanza. Nuocere a se stessi pur di creare danni a chi si considera un ‘nemico’ è solo sintomo di debolezza. Manca il coraggio di difendere, a testa alta, un’idea alternativa. Chi è volutamente assente da un luogo del confronto, come il caso del consigliere regionale Matteo Montevecchi e dei due consiglieri comunali Andrea Pari e Loreno Marchei, che hanno deciso di non partecipare al Congresso provinciale della Lega a Rimini, sbaglia sempre". Così in una nota il segretario provinciale Elena Raffaelli.

Che conclude: "Ancora di più se giustifica la propria assenza con motivazioni facilmente confutabili. Modalità e tempi utilizzati per l’indizione del Congresso a Rimini, nonché il suo svolgimento, sono strettamente regolati dai vertici federali e non certo decisi in loco. Qualsiasi militante avrebbe potuto non solo presentarsi come aspirante segretario o componente del direttivo, ma intervenire liberamente durante il dibattito. Per quanto poi riguarda la partecipazione, ricordiamo che erano presenti circa l’80 per cento degli aventi diritto e alcuni degli assenti erano giustificati causa Covid. Le bugie hanno le gambe corte: lo ricordiamo a Gabriele Stanchini, consigliere a Santarcangelo, che non ha neppure rinnovato la militanza, che spettava a lui richiedere, e che quindi non avrebbe avuto alcun diritto a partecipare e votare al Congresso”. 
 

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