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Elezioni comunali, no alle primarie e nella direzione Pd Rimini più del 50% firma

L'invito è appunto "a non svolgere le elezioni primarie" per la scelta del candidato a sindaco, che vede ora in lizza Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad

Primarie sì, primarie no, primarie fantasma. Parafrasare un verso, "Primario sì, primario no, primario fantasma", di un noto pezzo di Elio e le storie tese portato anni fa al Festival di Sanremo, può servire a sintetizzare il senso del documento che oltre il 50% della direzione comunale del Partito democratico di Rimini ha firmato in merito alle prossime elezioni amministrative. L'invito è appunto "a non svolgere le elezioni primarie" per la scelta del candidato a sindaco, che vede ora in lizza Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad. E a perseguire nella "strada del confronto serrato per arrivare a una soluzione unitaria da sottoporre anche alla coalizione". Il tutto però senza "forzature di alcun tipo con la coalizione da parte di nessuno". In sostanza, il candidato lo sceglie unitariamente il Pd. "Diversamente le primarie saranno inevitabili".

Promotori della proposta sono il vice segretario dei Giovani dem Giacomo Gnoli e i segretari di circolo Giovanni Casadei, Erio Carlini, Ettore Pagliarani, Ilio Pulici, Giovanna Zoffoli, "in qualità di componenti della Direzione comunale". L'obiettivo, spiegano, è "evitare che la discussione in merito alle decisioni da prendere in vista delle prossime elezioni amministrative degeneri, rischiando di creare divisioni e fratture poi difficilmente ricomponibili". Del resto al comma quattro dell'articolo 24 dello statuto del Pd si legge che "qualora non si svolgano primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell'Assemblea del livello territoriale corrispondente".

Dunque il documento sottoscritto da oltre il 50% i componenti della direzione "non permette il superamento delle primarie a norma di statuto. Le primarie- ribadiscono- si possono evitare con una soluzione unitaria condivisa. Deve ritornare in campo la politica per ricercare soluzioni condivise e utili per portare il Pd e il centrosinistra alla vittoria". Senza forzature. Infatti "primarie e forzature porteranno inevitabilmente ad avere candidature divisive". Per cui si ricerchino "percorsi e candidature condivise da tutto il partito e dalla coalizione".

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