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Elezioni comunali, Sadegholvaad apre eolico offshore lontano dalla costa

L'assessore e aspirante candidato sindaco per il centrosinistra: "La città crede nel green, può aspirare a diventare la prima comunità energetica d'Italia"

L'assessore alle Attività produttive del Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad, aspirante candidato sindaco a Rimini per il centrosinistra, apre alla proposta di un parco eolico offshore. Ma di certo non nella versione di Energia Wind 2000 "troppo impattante a livello paesaggistico e delle attività della pesca". Bensì per un impianto "molto più a largo della costa e quindi con impatto paesaggistico pressoché nullo".

"Non siamo quelli del Nimby", del "non nel mio cortile" è il messaggio che lancia giovedì Sadegholvaad in occasione della Giornata mondiale della terra, annunciando "un progetto e un obiettivo che deve impegnare Rimini per i prossimi cinque anni": diventare la "prima città capoluogo" d'Italia Comunità energetica, in cui le persone "condividono energia rinnovabile e pulita, in uno scambio tra pari". Dentro, entra più nello specifico, "ci stanno naturalmente gli impianti per le rinnovabili da realizzare sui capannoni industriali o commerciali, nelle aree dismesse o meno, dai privati e nei Palazzi pubblici". Tuttavia serve anche "un grande impianto di energia rinnovabile che garantisca per almeno il 30% la portata di energia necessaria ala Comunità energetica della città". Insomma per Sadegholvaad è "auspicabile realizzare un impianto eolico offshore, anche al largo della costa riminese". Il Comune, ricorda, ha detto no al progetto presentto da Energia Wind 2000 "per le numerose criticità che presenta" e per "non avere indicato i reali vantaggi per le comunità locali". Tuttavia, ribadisce, "la sacrosanta contrarietà a quel progetto non significa contrarietà assoluta ad un impianto più moderno, più innovativo, più lontano dalla costa, adattato nella sua conformazione alle esigenze di chi lavora in mare". Rimini, prosegue, non intende rinunciare alla "prospettiva green" e alla transizione energetica che ha bisogno di un "Piano energetico anche romagnolo dove si individuano azioni più forti, più siti per produrre i megawatt necessari per l'intera Romagna".

Si può dunque ragionare di un impianto dalle "caratteristiche contemporanee e adatto alle peculiarità territoriali, sul modello di quelli che vengono realizzati nel Nord Europa o sono in programma per i prossimi anni nel Sud Italia", e cioè a 20-30 miglia dalla costa e dunque dall'impatto paesaggistico zero, con un'architettura leggera, che non pregiudichi le attività in mare. Garantendo anche benefici per le città, come energia dai costi ridotti per gli alberghi o gratuita per tutte le scuole della provincia. "Sarebbe una bella cosa, non solo in termini materiali ma soprattutto educativi". Di certo, conclude Sadegholvaad, "non sarà facile costruire la Comunita' energetica di Rimini", ma "con la stessa intensità, con la stessa forza, con la stessa radicalità e con l'aiuto di tutti gli stakeholder" che hanno caratterizzato il progetto del Psbo "dobbiamo farcela. Perché il futuro non aspetta". (fonte Dire)

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