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Elezioni, intervista a Sara Visintin: “Vogliamo garantire il reddito minimo e intervenire sul problema abitativo”

Il candidato sindaco della lista Rimini in Comune: "Negli ultimi anni gli sfratti sono aumentati del 290% e abbiamo il più alto numero di case vuote"

Rimini città della salute. E' questa la visione e il progetto che il candidato sindaco Sara Visintin porta avanti con la sua lista Rimini in Comune Diritti a Sinistra. L'ex assessore della Giunta Gnassi corre per le prossime amministrative. La salute è intesa a 360°, “l'amministrazione non ha compito diretto su questo ambito, ma può indirizzare le scelte a livello territoriale – afferma Sara Visintin – e il diritto alla salute è tra i punti chiave del nostro programma”.

Un altro tema che vi sta a cuore è il diritto all'abitare, qual è la situazione a Rimini?
“I problemi ci sono, basti pensare che negli ultimi anni il numero degli sfratti è aumentato del 290%, siamo una delle città che registra il numero più alto, insieme a quello delle case sfitte. Una contraddizione”.
Come intervenire?
“Operando sul patrimonio pubblico e trovando fondi a sostegno di chi vive in affitto. Serve lavorare anche nel privato sulla cifra dei canoni. Ci piacerebbe attivare collaborazioni con banche e associazioni di tutela dei consumatori e qui il Comune può fare la sua parte, prima che le persone arrivino alle morosità”.
Rispetto alla scuola?
“Serve un investimento maggiore nella scuola pubblica, a partire dalle strutture scolastiche sino al potenziamento del corpo docente con una pianificazione delle esigenze dei servizi educativi. Vogliamo promuovere insieme alle direzioni didattiche, a genitori e insegnanti percorsi di educazione civica. Su questo punto mi collego anche al contrasto del gioco d'azzardo perché vogliamo promuovere un regolamento con cui aumentare la distanza tra i luoghi sensibili, come la scuola, e la presenza delle slot machine, creando aree slot machine free”.
Tra le vostre proposte c'è anche il reddito minimo garantito.
“Esatto e vogliamo garantirlo attraverso forme economiche dirette oppure tramite servizi per rispondere ai bisogni della città, ad esempio con l'abbonamento ai mezzi pubblici gratuito per chi non ha le possibilità”.
A proposito di trasporti?
“E' fondamentale migliorare il servizio, al momento molto carente, soprattutto in alcune zone. La mobilità in città è da ripensare, dalle corsie preferenziali agli incentivi per l'uso degli autobus soprattutto durante i periodi di picco di inquinamento. Bisogna investire sul TPL”.

Cosa non è stato fatto in questi cinque anni?
“E' mancata l'attenzione nei confronti delle periferie, si è guardato al decoro del centro, ma ci sono grandi problemi nell'entroterra, come i trasporti appunto o il dissesto idrogeologico. Ci sono quartieri che in pratica sono solo dormitori, serve creare eventi, costruire piazze e abbellire anche con piccoli interventi. Altro punto chiave sono gli asili: non si è investito sul pubblico e non sono stati potenziati. Senza dimenticare la scelta della gara europea per la gestione del servizio idrico integrato, che mi trova profondamente in contrasto”.
La prossima amministrazione dovrà decidere come gestire i rifiuti, quale sarebbe la vostra scelta?
“Attualmente c'è una divisione tra quella che è la raccolta dei rifiuti da quella che è la gestione di smaltimento e trattamento oggi in mano ad Hera. Ritengo sia importante che la gestione sia pubblica, in questo modo non c'è il doppio passaggio e si tiene controllato direttamente il flusso dei rifiuti e del ritorno economico: più si differenzia e più si guadagna, la cifra si destina così a nuovi investimenti. Un circolo virtuoso che permette di ridurre le tariffe”.
Nell'ambito del divertimento proponete anche di introdurre la figura del sindaco della notte, quali sarebbero le sue funzioni?
“E' una figura che in alcune città già esiste. Il sindaco della notte è una persona che fa parte di quel mondo, ha il compito di interfacciarsi con la pubblica amministrazione e lavora per mediare i conflitti quando ad esempio ci sono problemi manifestati da chi abita vicino ai locali. La nostra idea di notte è ben lontana dallo sballo, vogliamo promuovere un intrattenimento creativo e una maggiore informazione tra giovani, insieme a servizi concreti, come le navette che fanno la spola, così da limitare l'uso delle auto”.
Come pensate di promuovere l'economia turistica?
“Qui in Romagna ci concentriamo spesso solo sul turismo, ma il discorso è molto più ampio e dobbiamo partire dalla lotta all'evasione. Se guardiamo gli hotel penso che serva creare una white list con gli alberghi virtuosi, in cui ci sia un rapporto qualitativo tra il numero del personale, quello delle camere, dei servizi offerti e dei prezzi. Gli hotel che abbassano troppo i prezzi non fanno crescere un turismo di qualità, si taglia su tutto, dal cibo al personale e quello che c'è viene sfruttato. Le altre economie da tutelare sono l'agricoltura, che è crollata, l'artigianato che vive una forte crisi e le piccole aziende che continuano a chiudere”.
Quali soluzioni propone?
“Intanto controlli più severi sugli hotel e poi sviluppare un rapporto più stretto con l'università. La facoltà di Economia del turismo è già molto attenta e attiva, ma coinvolgendo l'università vorremmo creare il centro di ricerche turistiche per studiare modelli di recupero per gli hotel che non riescono a reggere la crisi, sono tanti gli albergatori che chiedono oggi di trasformare gli immobili in residence. La nostra volontà è di riuscire a far tornare in un circolo produttivo queste realtà e, attraverso gli studenti, dar vita a start up innovative che possano proporre nuovi sistemi economici”.

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