Elezioni regionali, le proposte di Licia Fabbri (FI) per rilanciare il turismo

"L'Onorevole Tiziano Arlotti ha scritto al Governo per chiedere un'altra deroga, questa volta fino al dicembre 2015, per completare l'adeguamento delle strutture alberghiere alle normative antincendio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"E così ci ritroviamo di nuovo con i nostri hotel a rischio chiusura. L'Onorevole Tiziano Arlotti ha scritto al Governo per chiedere un'altra deroga, questa volta fino al dicembre 2015, per completare l'adeguamento delle strutture alberghiere alle normative antincendio. Altrimenti si chiude. Come fa giustamente rilevare Arlotti, questa nuova proroga si rende necessaria perché “Ad oggi il decreto del Ministro dell’Interno previsto dal Milleproroghe di febbraio non è stato ancora adottato”. Tradotto: i Governi guidati dal partito dell'Onorevole Arlotti da febbraio a oggi hanno dormito

Questa è l'attenzione che il Pd riserva al turismo. La telenovela delle norme antincendio si trascina da decenni, senza che gli operatori, già costretti a sborsare cifre ingenti, possano ancora lavorare in un quadro di certezze. Personalmente sono nata e cresciuta in una piccola impresa turistica. So sulla mia pelle cosa significhi vedere mettere in forse il lavoro di una vita da governanti pasticcioni e distratti, per non pensare di peggio. A parole il turismo viene definito “il nostro petrolio”. Nella realtà, non c'è mai stata una vera politica turistica, né a Roma né a Bologna. Occorre un cambiamento vero, di persone e di idee.

Ecco le mie: basta con le politiche di promozione gestite dall'ente pubblico. Quei soldi meglio darli ai privati che per mestiere fanno turismo e non politica. Le norme regionali sul turismo sono vecchie e soprattutto sono troppe. La priorità deve essere semplificare. Le risorse sono poche. La regione valuta che il turismo produca il 10% del PIL emiliano-romagnolo ed eroga le sue risorse di conseguenza. Questa valutazione è sbagliata, perché non calcola l'indotto che il turismo produce anche nell'edilizia, nei servizi, nell'impiantistica, nella logistica, nell'agroalimentare, nel commercio anche della grande distribuzione. Comunque, è certamente ben più del 10% il PIL turistico del nostro territorio! Di questa specificità bisogna tenerne conto non solo aumentando le risorse destinate al turismo, ma concentrandole la dove di turismo se ne produce di più".

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