Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Elezioni, intervista a Valentini: "Dopo il Covid non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema"

Sergio Valentini è il candidato sindaco di "Rimini in Comune Diritti a Sinistra", la formazione politica che si posiziona nell'area della sinistra radicale.

Sergio Valentini è il candidato sindaco di "Rimini in Comune Diritti a Sinistra", la formazione politica che nello schieramento delle proposte politiche che corrono alle elezioni amministrative si posiziona nell'area della sinistra radicale.

Cosa l’ha spinta a candidarsi? 
"Nonostante l'età ho recepito una grande stima e fiducia nel campo di coloro che vorrebbero riavvicinare il comune al popolo.
Come dico nella metafora oramai divenuta celebre: il libero comune si è trasformato in signoria. Le periferie (intese come quartieri) le stesse associazioni che operano sul territorio sono tenute all'oscuro delle decisioni prese nel palazzo. Governano le lobby. Questo deve finire".

Quali sono le priorità e cosa farebbe nei primi 100 giorni da sindaco?
Le priorità, ben evidenziate nel nostro. programma "Rimini città pubblica" partono da una città della salute con la rete di medicina territoriale che deve poggiare sulle case della salute (molto di più che semplici poliambulatori) in ogni quartiere e sulla reintroduzione di forme di democrazia partecipata (come erano i comitati eletti di quartiere). Proponiamo delle assemblee periodiche nel territorio dove si incontrino gli amministratori della giunta".

Come si immagina la Rimini del futuro?
La vogliamo immaginare come una città pubblica, verde, inclusiva, antirazzista, antitascista e femminista"

Quali sono i bisogni che raccoglie dalla gente che incontra?
"Corrispondono alle nostre due priorità: Medicina territoriale e partecipazione, da cui discendono tutti gli altri bisogni".

Qual è il suo obiettivo per le elezioni?
"Ottenere una presenza in consiglio. Non faremo apparentamenti in caso di ballottaggio. Vogliamo rappresentare gli esclusi".

Corre il rischio di governare una città dove ancora il covid avrà un suo peso, cosa ci lasciano questi due anni e come pensa vada affrontata questa ripartenza?
"Non torneremo alla normalità perchè la normalità era il problema. La pandemia ha solo fatto venire i nodi al pettine. Si riparte se il pubblico riprende un ruolo primario limitando lo strapotere degli interessi privati e la conseguente precarizzazione del mercato del lavoro. E mancano case per i redditi medio bassi. Aiutare sostanzialmente le organizzazioni del sociale".

I giovani sono stati tra coloro che più hanno sofferto gli effetti della pandemia, oggi cosa consiglierebbe a un ragazzo o una ragazza per immaginare il proprio futuro?
"Organizzarsi e lottare per un mondo migliore. Come abbiamo fatto noi degli anni 70, e siamo ancora qui".

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