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Elezioni, Sadegholvaad: "Sull'Europa spira vento di destra. In città Pd primo partito, clima sereno"

Il commento a caldo del primo cittadino di Rimini Jamil Sadegholvaad: "Stefano Bonaccini ha fatto boom di preferenze in provincia. Un risultato soddisfacente ottenuto grazie a un lavoro condiviso"

E’ tempo di prime analisi complessive in provincia di Rimini. L’affluenza 2024 è del 52,97 per cento contro il 61,67 per cento del 2019, In termini di voti assoluti si passa dai 165.983 votanti del 2019 ai 141.940 del 2024 (-24.043 voti). Su scala locale Fratelli d’Italia drena completamente il calo della Lega. Da una Europea all’altra, la Lega in Provincia di Rimini perde 49.795 voti mentre Fratelli d’Italia ne guadagna 38.592. Il Pd risulta primo partito a: Cattolica, Poggio Torriana, Rimini, San Giovanni in Marignano, Sant’Agata Feltria, Santarcangelo e Talamello. Negli altri Comuni primo partito è Fratelli d’Italia. Se nel 2019 la differenza tra Pd e primo partito di centrodestra (Lega) era  di quasi 18mila voti a favore di quest’ultimo, quest’anno la forbice tra primo partito del centrodestra (FDI) e PD si riduce a poco più di 2mila suffragi.

C’è il primo commento a caldo del sindaco di Rimini e presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad: “Oggi è naturale che il commento politico post elettorale debba essere spacchettato in due parti. Europee e quindi, nel pomeriggio, amministrative per i 16 comuni della Provincia di Rimini. Sul voto europeo mi pare emergano alcune indicazioni: in Europa spira decisamente un vento di destra, più o meno accentuato. Ancora una volta ad essere penalizzati sono i partiti al Governo dei Paesi UE. Con una eccezione: l’Italia. E’ indubbio che questo voto premi Giorgia Meloni: dopo due anni di governo i suoi suffragi crescono benché non cresca se non di pochissimo la coalizione di centrodestra. Quello che guadagna Meloni da una Europea all’altra, perde Salvini ma il totale è pressoché identico”.

Sul dato del Partito democratico il primo cittadino commenta: “Il PD è andato molto bene, al di là di quanto i sondaggi pre voto attestavano. Ad Elly va ascritta la scelta di una campagna sui territori piuttosto che mediatica e questo ha pagato. Tale dato ha un valore anche più ampio se si pensa alle preferenze record che hanno avuto Bonaccini, Nardella, Gori, Decaro, Ricci. I territori e i candidati radicati hanno tirato molto e bene per tutto il PD. Senza partire con la solita storia del ‘partito dei sindaci’, sterile e un nonsenso, bisogna a mio avviso semplicemente dire che dove siamo sul pezzo e sui temi che interessano le comunità i risultati arrivano. Questo, per il Pd, deve essere un punto di ripartenza e non di sollievo o di conta interna. Bisogna far fruttare questo 24 e passa per cento, un risultato molto positivo, con la capacità di costruire alleanze sui temi strategici e concreti per il Paese, le sue famiglie, le sue imprese. Più che al campo largo, uno slogan che lascia il tempo che trova, bisogna salpare per il mare largo della concretezza. Se sapremo trasformare questo 24 per cento abbondante in un solido vascello per il PD si aprirà una nuova stagione di alleanze, prima di tutto con i blocchi sociali e i territori”.

“A Rimini il PD è il primo partito – conclude Sadegholvaad nella sua analisi -. Stefano Bonaccini ha fatto boom di preferenze in provincia. Un risultato soddisfacente ottenuto grazie a un lavoro condiviso da tante donne e uomini a cui mi permetto di aggiungere il lavoro di questa amministrazione comunale. Bene. Si respira un clima sereno e condiviso nel PD riminese: questo è un fatto molto positivo, sia per il presente che per il futuro”.

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