Elezioni, burocrazia. Il Pd chiede di abrogare subito 5000 leggi

"La semplificazione è uno dei propellenti più forti della crescita economica". E' quanto affermano i candidati parlamentari riminesi del Pd, Emma Petitti e Tiziano Arlotti

"La semplificazione è uno dei propellenti più forti della crescita economica". E' quanto affermano i candidati parlamentari riminesi del Pd, Emma Petitti e Tiziano Arlotti dopo gli incontri svolti in questi giorni con categorie, imprese e cittadini: "non solo gli obblighi informativi, autorizzazioni, adempimenti sono estremamente onerosi per le piccole e medie imprese, ma il peso improprio della burocrazia che grava sui singoli cittadini rappresenta una vera “tassa sul tempo”, quello sottratto alla persona nel rapporto con i servizi pubblici", evidenziano gli esponenti democratici.

Petitti e Arlotti chiedono "un intervento urgente. Per questo uno dei primi atti di cui ci occuperemo come parlamentari sarà di riprendere la proposta di legge del Partito democratico sulla semplificazione normativa e burocratica. La proposta consentirebbe di ottenere una radicale riduzione del numero di leggi e di regolamenti mediante l'abrogazione di 5.000 leggi, la riduzione di tutte le leggi e regolamenti dello Stato a non più di 100 testi unici e non più di 1.000 leggi speciali (o settoriali), l’introduzione di controlli rigorosi sulla produzione di nuove leggi e regolamenti per sbarrare la strada alla giungla legislativa. Ulteriore finalità è la riduzione degli oneri burocratici gravanti sui cittadini e sulle imprese italiane nella misura di un terzo".

"Lo spirito non è tagliare le leggi una tantum, bensì prevedere strumenti ad hoc per impedire il riprodursi di una jungla normativa evitando di ridurre la semplificazione ad una pericolosa deregulation - proseguono i due candidati parlamentari riminesi -. Bisogna inoltre agire per la semplificazione e l'alleggerimento del sistema istituzionale e amministrativo, andando ad incidere soprattutto su agenzie, società ed enti di secondo livello, realizzando radicali progetti di riorganizzazione che permettano di ridurre la frammentazione organizzativa degli uffici periferici, e di accompagnare il processo di riordino delle competenze degli enti territoriali con un adeguato spostamento di strutture e di risorse dall'amministrazione centrale dello Stato a favore di questi ultimi".

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