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Il welfareal centro della visita di Dario Franceschini a Rimini

Rifinanziare il fondo per la non autosufficienza, investire nelle politiche sociali e nel welfare, sostenere la cooperazione sociale anche con un'adeguata legislazione. E' l'impegno del Partito democratico

Rifinanziare il fondo per la non autosufficienza, investire nelle politiche sociali e nel welfare, sostenere la cooperazione sociale anche con un'adeguata legislazione. E' l'impegno del Partito democratico, ribadito sabato in occasione della visita a Rimini del capolista alla Camera Dario Franceschini. Insieme ai candidati Pd riminesi Emma Petitti, Tiziano Arlotti ed Elisa Marchioni, Franceschini ha salutato sostenitori ed elettori presso i banchetti elettorali nel centro storico, ed ha quindi incontrato i rappresentanti delle realtà del territorio che operano nel sociale, tra cui Legacoop, Consorzio Sociale Romagnolo (i cui associati contano più di 1000 occupati, di cui il 40% svantaggiati), Pacha Mama, Diapason, Service Web, Centofiori e Fondazione San Giuseppe. Quasi una trentina gli esponenti di associazioni e cooperative sociali che hanno partecipato alla riunione, illustrando ai candidati esperienze, criticità e richieste. Presente anche il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi.
Tra le questioni più dibattute, i tempi dei pagamenti da parte dello Stato e i tagli subiti dal fondo sociale nazionale: il Governo Berlusconi, nonostante sia stato più volte sollecitato dalla Conferenza Unificata, nel quadriennio 2009/2012 ha ridotto le risorse nazionali a favore delle politiche sociali attribuite alle Regioni del 98%.

“Occorre recuperare il valore della cooperazione – ha osservato Franceschini -. Se è sbagliata l'idea che una cooperativa sia una società come le altre, che devono stare sul mercato per il profitto, a maggior ragione è illogico e assurdo quando si parla di cooperazione sociale. Rifinanziare il fondo sociale e quello per la non autosufficienza è una battaglia di civiltà. E bisogna fare un'operazione insieme legislativa e culturale sulla cooperazione sociale, rafforzando la legge 381 sulla discipli! na delle cooperative sociali, non indebolendola. Garantire la coesione sociale significa aiutare tutti i soggetti che possono dare una mano, dalle istituzioni più vicine ai cittadini come i Comuni, all'associazionismo, la cooperazione e il volontariato”.
“Il tessuto della cooperazione sociale riminese è ricco di realtà che hanno saputo restare sul mercato e offrire servizi in stretto legame con il territorio – commenta Emma Petitti -, pur nelle enormi difficoltà provocate dai tagli e dalla crisi. Il Pd vuole riconoscere il valore sociale ed economico del mondo della cooperazione. La nostra è un’idea di welfare che mette al centro la persona e di uno Stato che non delega al privato settori preziosi come scuola, sociale, sanità, ma sa costruire con un'idea virtuosa di sussidiarietà con le realtà più vive”.

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