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Imu sugli ombrelloni, Pizzolante (Pdl): "La sinistra aumenta le tasse"

La differenza tra destra e sinistra: "Noi abbiamo l’ossessione di togliere le tasse, loro di aumentarle". E' quanto afferma il candidato parlamentare del Pdl, Sergio Pizzolante

La differenza tra destra e sinistra: "Noi abbiamo l’ossessione di togliere le tasse, loro di aumentarle". E' quanto afferma il candidato parlamentare del Pdl, Sergio Pizzolante, in merito alla tassa di soggiorno. L'esponente del centrodestra ricorda che circa un anno fa ha "messo intorno ad un tavolo Comune di Rimini e poi Comune di Riccione con le agenzie regionali del demanio e del territorio per individuare una soluzione per i locali con pertinenze per i quali erano esplosi i canoni demaniali dopo la finanziaria di Prodi del 2007".

"Si era individuato un percorso per rivedere valori OMI, classificazioni, computo della superficie dove applicare i canoni. I sindaci e l’assessore Biagini dovevano riconvocare il tavolo costruito faticosamente, sono spariti - continua Pizzolante -. Sono poche attività, una ventina in tutto, ma hanno fatto la storia della Riviera e sono un fattore competitivo per tutti, dal Rockisland al Gher alla Lampara. Parliamo di canoni arrivati a centinaia di migliaia di euro, più le more di Equitalia, se non si trova una soluzione molti sono costretti a chiudere, un danno incalcolabile, ma per Biagini, Gnassi e Pironi nessun problema, spariti. Ora Biagini ricompare e anziché riproporre all’agenzia del territorio e del demanio il problema dei maxi canoni, vuole maxi canoni e maxi Imu anche per gli altri. Più tasse per tutti. È la differenza più profonda tra noi e loro: noi abbiamo l’ossessione di togliere le tasse, loro di aumentarle".

"È la filosofia di questa amministrazione, tassa di soggiorno, addizionale Irpef e Imu fra le più alte d’Italia, maxi canoni, maxi Imu, maxi tariffe Hera, maxi multe. Si sa, Biagini e Gnassi sono uomini fantasiosi e creativi ma con la tassa sugli ombrelloni hanno superato se stessi, Cevoli e Crozza sono dei dilettanti - aggiunge l'esponente del Pdl -. Quindi ricapitoliamo: il turista che viene a Rimini, nella terra dell’accoglienza, deve pagare la tassa di soggiorno quando va a dormire in albergo, contribuire all’Imu quando va sotto l’ombrellone o sotto la doccia o a cambiare il costume in cabina".

Per Pizzolante, "è chiaro che occorre fare ordine nella giungla dei canoni e nel rapporto tra gli stessi e il mercato. Non ci possono essere concessionari confinanti dove uno paga centomila euro e l’altro mille. Quindi espone tre osservazioni: "non hai titolo a occuparti di chi paga poco se non ti occupi di chi paga troppo, perché allora non è giustizia ma odio sociale e accanimento anti imprese; bisogna essere onesti e dire che nel computo del costo delle concessioni occorre mettere anche i servizi di pubblica utilità a carico dei privati: pulizia, spiagge, salvataggio, servizi sanitari. Senza gli operatori sarebbero a carico dello Stato e  quindi dei cittadini; gli operatori sarebbero pronti a discutere su un equilibrato adeguamento dei canoni difronte alla certezza e alla stabilità delle concessioni".

Pizzolante si rivolge all'assessore Biagini e al sindaco Gnassi: "Non si può da una parte tifare per la cacciata dei bagnini con le gare, protestare contro le proroghe e nello stesso tempo smontare gli investimenti in spiaggia e invocare nuove tasse. Abbiamo bisogno del percorso contrario, più stabilità, più investimenti, più crescita, canoni più adeguati. Se rovesci l’ordine dei fattori, fai fallire il sistema".

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