M5s: "No Trc, non per propaganda elettorale"

"Da un po di tempo sembra che ci si accusi di strumentalizzare le lotte civili per fini elettorali, per creare consensi. Questi mezzucci li lasciamo ai più navigati"

“Da un po di tempo sembra che ci si accusi di strumentalizzare le lotte civili per fini elettorali, per creare consensi. Questi mezzucci li lasciamo ai più navigati soggetti politici noi non ne abbiamo bisogno. - il Movimento 5 stelle di Riccione non ci sta - Ricordiamo che là dove ci sono da difendere i diritti sacrosanti dei cittadini, di noi tutti e senza nessun tipo di interesse personale, noi ci siamo e ci saremo sempre, come ci siamo stati nelle diverse lotte proposte dai movimenti spontanei dei NO TRC di Rimini e Riccione, ricordando che questa lotta ha origini lontane composta perlopiù da residenti arrabbiati e che ha raggiunto il suo massimo livello soprattutto a Riccione con la raccolta di firme per il referendum contrario all’opera (bocciate 4mila firme dal regolamento comunale) e con le varie ed incisive forme di protesta (smile e cortei pacifici)”.

“Cittadini appartenenti a credi politici diversi o semplicemente liberi di poter esprimere un opinione sacrosanta che riguarda la loro città , pensando di poter contare qualcosa – rimarcano in una nota i grillini - ma la classe dirigente, che ha retto per decenni lo scettro del potere ha tirato dritto fregandosene letteralmente delle opinioni delle gente, fregandosene dell’esorbitante spesa prevista per quest’opera inutile, fregandosene di quella che sarà poi la spesa per mantenerla, fregandosene di deturpare e spianare aree pubbliche e private, fregandosene di tagliare alberi, fregandosene di dare giuste informazioni sull’opera cercando anzi di nascondere le verità sul tutto e pensare che si sono spacciati per quelli che varavano la politica dell’ascolto e della condivisione e così che essendo sordi e ciechi riacquistano miracolosamente udito e vista all’indomani dei risultati elettorali che hanno denunciato semplicemente la loro arroganza data da poteri e sistemi ormai corrosi al loro interno. Il cappello lo hanno messo loro su scelte discutibili, su incarichi pilotati, sulla cementificazione selvaggia,sull’agonia delle imprese,sulla loro burocratica visione del tutto e quel cappello ora se lo mettessero in testa per ripararsi dal sole della vera democrazia e dal vento del rinnovamento”.

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