One billion rising, Petitti (Pd): "Ribellarsi anche a Berlusconi"

"Spero che anche le sostenitrici del PDL, nel vedere il loro leader esibirsi per l'ennesima volta in battute e doppi sensi triviali rivolti ad una donna, abbiano finalmente avuto un moto di rabbia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Spero che anche le sostenitrici del PDL, nel vedere il loro leader esibirsi per l'ennesima volta in battute e doppi sensi triviali rivolti ad una donna, abbiano finalmente avuto un moto di rabbia, di fastidio, almeno di insofferenza. “Cavaliere”? Berlusconi tratta piuttosto le donne come bambole gonfiabili, come ha efficacemente osservato Pier Luigi Bersani. E non c'è differenza fra la “cultura” di chi considera le donne oggetti da usare e quella di arriva a usare violenza su di esse. Domani sarà il giorno del “One Billion Rising”, giornata mondiale di riscatto universale contro ogni forma di violenza sulle donne. Cosa può dire il Pdl in merito, viste le performance del suo leader? Noi abbiamo invece chiare le priorità per rimettere al centro la parità di genere con proposte concrete contro ogni forma di violenza e discriminazione, ancora persistenti nel nostro Paese. Il nuovo Parlamento dovrà riprendere subito il disegno di legge contro il femminicidio presentato dal PD in novembre, che introduce aggravanti per i delitti contro le donne e prevede misure di prevenzione, sensibilizzazione, educazione e assistenza. L’approvazione rapida di questa legge sarà un importante passo verso un’Italia più civile ed europea. I femminicidi sono solo la punta dell'iceberg del fenomeno. Non dimentichiamo che in 10 mesi, lo scorso anno, 105 donne si sono rivolte al centro antiviolenza Rompi il silenzio di Rimini: oltre 10 al mese, una ogni 3 giorni, hanno denunciato agli sportelli violenze fisiche, psicologiche ed economiche. Per rispondere sempre più efficacemente a livello territoriale promuoviamo inoltre la Legge regionale di iniziativa popolare “Norme per la creazione della Rete regionale contro la violenza di genere e per la promozione della cultura dell'inviolabilità, del rispetto e della libertà delle donne", a cui ha lavorato la Conferenza delle donne Democratiche dell'Emilia-Romagna con le associazioni. Giovedì 7 febbraio sono state depositate le prime 326 firme, ora parte l'importante percorso partecipato della raccolta delle sottoscrizioni a sostegno della legge (almeno 5000) in tutta la Regione entro l’8 marzo. Contestualmente chiederemo ai Consigli comunali di pronunciarsi".
 
 

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