Partecipate, Rivoluzione Civile: "Niente spese inutili"

" Le partecipate devono essere gestite con l’economicità e la sobrietà proprie di soggetti comunque pubblici, cioè finanziati coi soldi dei cittadini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Il tema delle aziende partecipate (dagli Enti Pubblici e non solo) è attuale e importante, per almeno due motivi. Primo motivo, attraverso le aziende partecipate vengono esplicitate varie e significative politiche per il tessuto economico e sociale del nostro territorio. Secondo motivo, le partecipate gravano sulla cittadinanza, quanto ai loro bilanci. ‘Rivoluzione Civile’ pone, e porrà dunque, estrema attenzione a questa parte della pubblica amministrazione.

Vogliamo essere subito chiari sui principi ispiratori che, secondo noi, dovrebbero sottendere alla gestione di questi rapporti da parte degli Enti Locali. Le partecipate devono essere gestite con l’economicità e la sobrietà proprie di soggetti comunque pubblici, cioè finanziati coi soldi dei cittadini. Niente spese inutili, riduzione massima delle spese di rappresentanza. Questo valore si sposa con quello di concretezza: l’azione delle aziende partecipate deve essere forte e, soprattutto, misurabile con indicatori chiari e condivisi. Quindi il valore della competenza, anche questo conseguente ai precedenti: chi amministra queste aziende partecipate deve essere scelto con criteri di merito, di capacità, di competenza appunto, e non perché appartiene ad un determinato partito o ad una parte politica. Quest’ultimo valore è prioritario, poiché da questo dipende tutto il resto. Insomma, pur non amando noi scimmiottare il privato, crediamo che un’azione veramente imprenditoriale in queste aziende sia indispensabile (pur senza gli eccessi del privato).

Con questa prospettiva di fondo è relativamente semplice declinare la situazione locale. Ci riferiamo in particolare ad Aeradria e ad Itinera. Entrambe le società sono fortemente costose e indebitate. Certo, non siamo nati ieri, e sappiamo benissimo che questo tipo di aziende deve poter utilizzare denaro, e che quel denaro è pubblico, ma proprio perché pubblico deve essere gestito il meglio possibile e da chi sa farlo. Per essere ancora più chiari, stop ad ulteriori finanziamenti alle due aziende prima che vi sia massima chiarezza sui conti e soprattutto sugli assetti futuri dei loro vertici.

Un ulteriore zoom su Itinera: l’azienda va risanata senza l’accesso diretto dei privati, semplicemente perché sul territorio sono già presenti soggetti, pubblici, in grado di appoggiarne l’azione. Ci  riferiamo ai due istituti alberghieri di Rimini e di Riccione, il “Malatesta” e il “Savioli”, che sono portatori di grandissima competenza, che potrebbe essere utilmente utilizzata anche per corsi universitari. Per capirci, queste scuole superiori sono in grado di dare una formazione che pochi istituti universitari sul turismo sono in grado di dare. Tant’è vero che non producono neppure un disoccupato. E per questo devono essere potenziati e valorizzati con le risorse necessarie, invece che utilizzarle nei soliti pozzi di San Patrizio, dei soliti noti…

Concludiamo ricordando, a questo proposito, che in Parlamento ‘Rivoluzione Civile’ proporrà un robusto piano di valorizzazione della scuola pubblica, oltre ai valori per le aziende partecipate, che riferivo sopra”.

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