Rivoluzione Civile: "Recupero delle grandi evasioni"

Se vogliamo colpire sul serio la mafia con l’obiettivo di debellarla dobbiamo aggredire la fonte del suo potere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Se vogliamo colpire sul serio la mafia con l’obiettivo di debellarla
dobbiamo aggredire la fonte del suo potere, e cioè gli immensi
patrimoni accumulati illegalmente. Del resto, questa è la maniera più
efficace per combattere anche gli altri due morbi che avvelenano la
nostra economia: la corruzione e la grande evasione fiscale. La nostra
proposta (sfogliate le slide in allegato), che Arcangelo Ferri,
candidato di Rivoluzione civile, ha illustrato oggi pomeriggio a
Rimini, attualizza e adegua alle mutate esigenze la legge Rognoni-La
Torre del 1982 che, per prima, colpì duramente i capitali mafiosi. La
proposta porta la firma anche di Franco La Torre figlio dell’uomo che
firmò quella legge e che, per questo, fu trucidato dalla mafia.

Sinora non è mai stata progettata una vera strategia per
l’acquisizione e il riutilizzo per finalità sociali dei capitali
mafiosi e illegali in genere. I tempi di requisizione sono
lunghissimi: in media si impiegano 730 giorni. Come ha spiegato Ferri,
con la nostra proposta li riduciamo a 120 giorni. Oggi la
riutilizzazione di quei fondi è quasi inesistente. Spesso va a finire
che, attraverso qualche prestanome, sono gli stessi mafiosi a
riprendersi, per quattro soldi, i beni che gli erano stati confiscati.

E’ ora di cambiare strada e di fare sul serio. Noi proponiamo
l’istituzione immediata di un Alto commissariato per l’acquisizione e
il riutilizzo dei beni di provenienza criminale. La nomina dell’Alto
commissario non spetterà alle forze politiche ma al Csm, su proposta
del ministro della Giustizia. Quest’organo sarà composto da 90 pm e
600 agenti, con funzioni di Polizia giudiziaria. I beni requisiti
verranno celermente impiegati nel Servizio sanitario pubblico, nella
Pubblica istruzione e come ammortizzatori sociali. Prevediamo due
filtri, uno di merito e uno di legittimità: un tribunale per i
patrimoni illeciti e una sezione speciale della Corte di cassazione
composta da 20 giudici. Il tutto a un costo molto limitato per lo
Stato: 149 milioni di euro in tre anni, 10 in meno di quanto costa un
solo cacciabombardiere F-35.

L’istituzione di questo commissariato sarebbe una vera e propria
Rivoluzione Civile perché permetterebbe di recuperare i 180 miliardi
di euro annui dai patrimoni illeciti I primi effetti positivi
sarebbero immediati, con tempi di acquisizione definitiva non
superiori a 4 mesi. C’è un solo motivo al mondo per dire ‘no’ a questa
nostra proposta: l’assenza di una vera volontà di combattere le mafie
e l’economia criminale, nonché la complicità con i mafiosi, i corrotti
e gli evasori fiscali.

Questa è una proposta concreta e non solamente un semplice slogan
contro la mafia e l'evasione fiscale, che punta al recupero reale di
risorse necessarie per la riqualificazione ambientale di questo Paese
e per il mantenimento di importanti servizi pubblici come la scuola,
la sanità, l'acqua pubblica, ecc.

E' necessario agire subito per arginare un fenomeno che anche nella
realtà riminese produce effetti importanti legati al riciclaggio di
denaro sporco e alla grande evasione fiscale, che non va confusa con
l'evasione generata da una pressione fiscale che strozza le piccole
imprese artigiane, e che per essere combattuta richiede di intervenire
su altri fronti. Il settore turistico richiama il fenomeno del
riciclaggio di denaro sporco, soprattutto nelle operazioni
immobiliari. E' un fenomeno che se combattuto produce un'economia sana
e fiorente anche per gli altri operatori del settore, perchè elimina
una concorrenza maggiormente competitiva perchè viziata da un flusso
finanziario considerevole che mette in ginocchio chi opera stando
dentro le regole.

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