Emma Petitti (Pd) interviene sul caso delle gestioni alberghiere

"Se non vogliamo che quelli che oggi sono ancora casi isolati si diffondano sempre più nel nostro tessuto ricettivo occorre realizzare finalmente quelle politiche nazionali strutturali che abbiamo più volte chiesto e che continuano a mancare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

“Gestioni alberghiere fondate sullo sfruttamento dei lavoratori, la corsa al ribasso dei prezzi e lo scadimento della qualità dell'offerta non possono essere tollerate e nulla devono avere a che fare con la storia di accoglienza, gli standard dei servizi e la professionalità che fanno del nostro turismo un modello riconosciuto a livello mondiale. Se non vogliamo che quelli che oggi sono ancora casi isolati si diffondano sempre più nel nostro tessuto ricettivo occorre realizzare finalmente quelle politiche nazionali strutturali che abbiamo più volte chiesto e che continuano a mancare.
 
Il fenomeno delle gestioni al ribasso è legato a un dato di fatto oggettivo: la perdita di competitività che rende marginali un numero crescente di strutture, in particolare medio-piccole, ponendole sul mercato degli affitti. Accanto ai necessari controlli e all’esigenza di una ricognizione puntuale del fenomeno non più rinviabile, è necessario promuovere politiche di innovazione che consentano agli operatori di investire e riqualificarsi per restare competitivi.
 
Sul fronte delle strutture servono quindi politiche che incentivino economicamente l'innovazione (ad esempio con bonus fiscali), sostenendo gli accorpamenti, la centralizzazione dei servizi, la riqualificazione edilizia, energetica e la messa in sicurezza antisismica. Sul fronte delle gestioni, è indispensabile una normativa che favorisca l'acquisizione degli hotel in proprietà da parte di chi ha in affitto un immobile alberghiero e lo gestisce con professionalità.

E' il presupposto per incrementare la qualità dell'offerta alberghiera, per favorire la riqualificazione e per contrastare le infiltrazioni della criminalità nel settore turistico. Senza interventi di questo tipo, che affianchino i controlli sulle irregolarità a politiche strutturali di lungo periodo, non possiamo pensare di spezzare il circolo vizioso del ribasso-sfruttamento-squalificazione che sta danneggiando la nostra tradizione di eccellenza”.

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