Condhotel, la parlamentare Emma Petitti presenta ordine del giorno allo 'Sblocca Italia'

E' l'impegno che richiede l'ordine del giorno al decreto "Sblocca Italia" presentato dal deputato Pd riminese Emma Petitti e in discussione martedì alla Camera

Il Governo coordini la disciplina dei “condhotel” del decreto "Sblocca Italia" con quella della legge "Cultura e turismo" evitando in ogni caso il rischio della speculazione immobiliare e della trasformazione degli esercizi ricettivi in appartamenti. E' l'impegno che richiede l'ordine del giorno al decreto "Sblocca Italia" presentato dal deputato Pd riminese Emma Petitti e in discussione martedì alla Camera.

"L’articolo 31 dello 'Sblocca Italia' introduce la possibilità di variare la destinazione d’uso degli immobili alberghieri da strutture ricettive a residenziale, promuovendo la formula dei cosiddetti ‘condhotel’, che uniscono il servizio degli alberghi alla tipologia degli alloggi residenziali - ricorda Petitti -. Una previsione quantomeno inopportuna, in quanto la formula ‘condhotel' è già prevista nell’articolo 10 della legge "Cultura e turismo" che ha demandato al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo un apposito decreto attuativo da emanare in accordo con la Conferenza delle Regioni".

"Se si vuole diversificare l’offerta alberghiera e creare nuove opportunità di investimenti, come richiesto anche dalle categorie economiche anche sul nostro territorio, occorre procedere con i provvedimenti attuativi delle leggi già approvate - conclude la parlamentare - La legge 'Cultura e turismo' contiene già la previsione degli incentivi che servono alla riqualificazione del nostro turismo. Non occorre, e anzi è dannoso sovrascrivere ulteriori norme che rischiano di aumentare la confusione normativa e i conflitti di competenze tra amministrazioni dello Stato, vanificando le aspettative degli imprenditori turistici e soprattutto dando spazio a una vera e propria speculazione immobiliare interessata a trasformare numerosi alberghi, soprattutto nelle aree turisticamente più pregiate, in appartamenti".

ARLOTTI - "Colgo positivamente il fatto che imprenditori edili e sindacati condividano analisi, soluzioni e proposte, e mi fa piacere riconoscere una sintonia fra gli obiettivi che le parti sociali si pongono, e gli atti approvati e in via di approvazione in Parlamento". Così il parlamentare riminese del Pd, Tiziano Arlotti, ricordando che "lo stop al consumo di suolo è divenuto un punto fermo, ed è stata ampiamente recepita la necessità di puntare sulla rigenerazione urbana, sull'efficientamento energetico del patrimonio edilizio, sulla sua messa in sicurezza sismica".

"I provvedimenti messi in campo in questi 18 mesi di legislatura vanno proprio in questa direzione, come il bonus fiscale del 65% per la riqualificazione energetica o quello del 50% per le ristrutturazioni, riconfermati in Legge di stabilità e vero grande volano per la sopravvivenza del settore delle costruzioni a livello nazionale e locale - chiosa il deputato -. Il decreto Sblocca Italia continua questo percorso, con norme che sburocratizzano le procedure per gli interventi edilizi: con una semplice comunicazione di inizio attività alla propria amministrazione comunale, sarà possibile ad esempio eseguire ristrutturazioni e anche suddivisioni delle unità abitative, purché non si intervenga sulle parti strutturali. Un'opportunità che consentirà di sbloccare il recupero del patrimonio edilizio a partire dai centri storici, e che rafforza il ruolo di pianificazione e del controllo in capo all'ente pubblico".

"L'altra leva su cui occorre puntare decisamente nel nostro territorio è quella della riqualificazione del patrimonio edilizio turistico-ricettivo - continua -. Dobbiamo spingere anche in Legge di stabilità per individuare risorse da destinare all'efficientamento energetico e alla ristrutturazione degli alberghi, con interventi di vera politica industriale. Inoltre alla Camera la discussione sugli ordini del giorno al decreto Sblocca Italia, ed ho sottoscritto fra gli altri quello presentato a prima firma dalla collega Petitti, che pone molti dubbi sulla forzatura fatta in questo provvedimento sui "condhotel". Non abbiamo infatti bisogno di frazionare le unità alberghiere, quanto piuttosto di promuovere interventi che garantiscano lo sviluppo e l'ulteriore implementazione di adeguati servizi nelle strutture ricettive, per rispondere alle esigenze presenti e future".

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Conclude Arlotti: "Non ritengo che quella dei condhotel sia la strada della riqualificazione e per dare una svolta al settore, come qualcuno invece sostiene. Nella Legge di Stabilità 2015 vi è poi lo sblocco ulteriore di 1 miliardo di euro sul patto di stabilità interno degli enti locali. A breve, infine, il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi dovrà presentare la proposta di riforma del Codice degli appalti. L'obiettivo è eliminare le gare al massimo ribasso e dare invece priorità, nelle gare sotto il milione di euro, alle imprese del territorio, attraverso procedure di selezione pubbliche e vincolanti per i dirigenti e funzionari pubblici, anziché facoltative come oggi accade".

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