Decreto 'Cultura e turismo', Petitti: "Usciti dalla retorica del Belpaese"

Presenti fra gli altri i sindaci dei comuni della riviera di Rimini Andrea Gnassi, Renata Tosi, Massimo Giannini, Piero Cecchini e Enzo Ceccarelli.

Il ministro per i Beni culturali e turismo Dario Franceschini è stato ospite giovedì del pranzo insieme ad istituzioni, amministratori e rappresentanti delle categorie economiche di Rimini e della costa romagnola promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Presente il deputato Pd riminese Emma Petitti, relatrice del decreto “Cultura e turismo” alla Camera, che è intervenuta accanto al ministro, all'assessore regionale al Turismo uscente Maurizio Melucci, al prefetto di Rimini Claudio Palomba, ad Alessandro Giorgetti presidente di Federalberghi Emilia-Romagna, a Patrizia Rinaldis presidente Aia Rimini e vicepresidente della Camera di commercio di Rimini, e Filippo Donati presidente AssHotel. Presenti fra gli altri i sindaci dei comuni della riviera di Rimini Andrea Gnassi, Renata Tosi, Massimo Giannini, Piero Cecchini e Enzo Ceccarelli.
 
“Con la conversione del decreto 'Cultura e turismo' siamo usciti dalla retorica del Belpaese che da anni avvolgeva il nostro turismo – ha esordito Petitti -. La legge contiene quelle attese misure di sistema che intervengono in maniera importante per l'innovazione e la qualificazione del prodotto, la mobilità turistica, l'organizzazione e la ricettività, la promozione internazionale. E' il primo passo verso una legge più strutturata che preveda il riordino complessivo della materia in attesa della riforma del titolo V della Costituzione”.
 
“Il provvedimento denota una visione chiara per un progetto di rilancio del Paese capace di legare cultura e turismo – spiega la parlamentare -, 'industrie' che devono fare fruttare le proprie materia prime e settori cruciali per la crescita e l'occupazione. Siamo il più grande paese per concentrazione di siti Unesco”. Il contributo totale del turismo al Pil in Europa è di circa il 10%, ha ricordato Petitti, mentre in Italia si ferma al 6%. “Ogni punto di Pil vale 22 miliardi di euro, e il turismo occupa il 12% dei lavoratori, pari circa 2 milioni di persone, con 34mila imprese a livello nazionale e oltre 3200 nel distretto turistico della costa romagnola. Dobbiamo sfruttare maggiormente le nostre potenzialità con una vera politica industriale nazionale per il turismo, affinché da questo 'giacimento' e dalla sua valorizzazione si possa trarre un reddito adeguato”.
 
“La legge va nella direzione giusta, invertendo la rotta dei tagli subiti dal settore dal 2000 in poi e partendo dalla consapevolezza delle cause che hanno portato a perdere competitività nel nostro paese – continua la parlamentare -. Si è agito proprio per sbloccare la burocrazia (il turismo è secondo solo all'ambiente per barriere normative, amministrative e organizzative a cui è sottoposto); riorganizzare il Ministero per velocizzare i processi innovativi e la semplificazione; agevolare il rapporto pubblico/privato in particolare con l'art bonus; favorire la digitalizzazione degli esercizi ricettivi con il credito di imposta del 30% per colmare il gap con gli altri paesi, avere più visibilità sui mercati internazionali e creare nuovi posti di lavoro; sostenere la ricettività con un pacchetto completo di misure per il rilancio e la riqualificazione delle strutture e imprese alberghiere, prevedendo il credito di imposta del 30%. Nei prossimi mesi il Mibact rivedrà inoltre i criteri di classificazione alberghiera adeguandoli a quelli europei e internazionali, premiando accessibilità ed efficienza energetica”.
 
“Importante poi, nella legge, l'estensione dei Distretti turistici anche ai Comuni dell'entroterra e non solo della costa, che consentirà di ampliare la semplificazione delle procedure di avvio e di esercizio delle attività imprenditoriali, favorendo reti e startup – prosegue Petitti -. Viene inoltre superata la frammentazione del sistema di promo-commercializzazione trasformando l'Enit in ente pubblico economico e favorendo la promozione turistica unitaria all'estero”. “Per rilanciare il settore del turismo servono politiche di sistema – ha concluso la parlamentare – che riguardano il lavoro, l'energia, la mobilità e le infrastrutture. Il semestre europeo a presidenza italiana deve servire anche ad incidere sull'armonizzazione fiscale e delle norme. Servono naturalmente ulteriori risorse, senza aumentare la fiscalità, nella consapevolezza che non esistono altri ambiti con una potenzialità di crescita come il nostro turismo. Lavoriamo per dare continuità a questo processo con maggiore fiducia rispetto al passato, grazie al salto culturale che questo governo e l'opera perseverante del Ministro hanno saputo fare”.

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