Nidi, Sensoli (M5S): "Esternalizzazione selvaggia da parte del Comune"

È questa la segnalazione di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, contenuta in una interrogazione

“L’esternalizzazione selvaggia che il Comune di Rimini sta mettendo in piedi riguardo ai nidi d’infanzia comporterà una riduzione qualitativa del servizio e un abbassamento delle professionalità impiegate soprattutto se, come temiamo, saranno le solite cooperative a spartirsi l’intera torta”. È questa la segnalazione di Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali, contenuta in una interrogazione presentata sul caso delle esternalizzazioni dei servizi per la prima infanzia che sta sollevando molte polemiche a Rimini.

“La scelta del Comune è stata duramente contestata sia dalle famiglie sia dal sindacato, che individuano nell’immotivata esternalizzazione una soluzione che può comportare una riduzione della qualità educativa e complessiva del servizio, la negazione della professionalità del personale impegnato finora nel pubblico, la rinuncia alla valorizzazione del patrimonio esperienziale ed istituzionale – spiega Sensoli – Destinatari delle esternalizzazioni potrebbero essere soggetti di natura cooperativistica o associativa, rafforzando il pressoché totale monopolio di questi soggetti nel campo dei servizi per la prima infanzia. Per esempio il contratto degli educatori assunti dal Comune prevede fino a 200 ore l’anno di rapporto non frontale con i bambini".

"Significa ore di formazione, mentre quello dei lavoratori delle cooperative – che gestirebbero le scuole esternalizzate, ne concede 70, al massimo 90. Inoltre grossi svantaggi ci sarebbero poi dal punto di vista retributivo perché nel privato sociale i lavoratori pur essendo assunti a tempo indeterminato, vengono pagati solo nei mesi in cui il servizio è attivo e con retribuzioni nettamente inferiori a quelle del datore di lavoro pubblico: circa 900/1000 euro mensili”, aggiunge.

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Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale del M5S chiede alla Giunta “se a fronte di esternalizzazioni dei servizi per la prima infanzia stabilite a livello comunale sussista una riduzione di costi per i Comuni o per la Regione e se questa condizione comporti una riduzione anche delle retribuzioni o delle condizioni lavorative e delle tutele del personale impegnato presso i soggetti appaltatori”. “Ecco perché crediamo che la Regione debba intervenire - conclude Sensoli - per scongiurare un impoverimento pericolosissimo per il nostro sistema educativo”. 

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