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Evasione Fiscale, Lombardi (Pdl) replica a Petitti (Pd)

Una considerazione rivolta alla segretaria del Pd, Emma Petitti: "La favola che il centro destra sia dalla parte degli evasori, è una bufala smentita clamorosamente dai fatti.

“Non voglio fare il difensore d’ufficio dell’onorevole Sergio Pizzolante che sa difendersi da solo, ma la questione delle tasse e della lotta all’evasione fiscale è un tema talmente attuale che non posso non intervenire” -  Così dichiara il Consigliere Regionale Marco Lombardi in merito alla polemica sorta dopo le dichiarazioni del parlamentare azzurro.

“Il tema è spinoso, ma se ogni pretesto è buono per fare polemica strumentale non usciremo dalla demagogia e non risolveremo i problemi dell’Italia esterna l'esponente del centro-destra -. Se capisco le prese di posizione dei sindacati che difendono in maniera corporativa una parte precisa e ben identificata della società, o dell’estrema sinistra che per giustificare il proprio ancoraggio ad un modello di società comunista fallito in ogni angolo del mondo, deve necessariamente inventarsi dei nemici, non comprendo il comportamento della Petitti che come segretaria del PD riprende le esternazioni radical chic dei salotti televisivi e non tiene conte di quanto gli artigiani, i commercianti, i professionisti, insomma le così dette partite IVA dicono quotidianamente".

"Se è vero che fortunatamente oggi il sentimento di condanna nei confronti di chi fa la bella vita e non paga le tasse è diffuso e condiviso, è altrettanto vero che in una cospicua fascia sociale di piccoli imprenditori la percezione di un fisco che uccide la loro impresa c’è ed il fatto che nel nostro Paese si voglia recuperare in poco tempo abitudini sbagliate ma tollerate per decenni, rischia di “ammazzare il somaro”", continua ancora Lombardi.

"Distinguere tra chi non paga le tasse e vive nel lusso e chi, come quell’imprenditore veneto non potendo pagare le tasse perché il suo cliente (lo Stato) non gli paga i crediti, si è visto pignorare tutti i beni aziendali da Equitalia ed è stato costretto a chiudere, mandando a casa 80 dipendenti, non mi sembra inopportuno o disdicevole", sottolinea il consigliere regionale del Pdl.

"Delle forze politiche responsabili che cercano di muoversi in questo difficile contesto di delegittimazione della politica e di reale crisi economica, dovrebbero essere più attente nei giudizi e muoversi più cautamente, lasciando il populismo e la demagogia a chi ne sta facendo uno strumento, non di verità ma di lotta politica", aggiunge ancora Lombardi.

Quindi un’ultima considerazione rivolta alla segretaria del Pd,  Emma Petitti: "La favola che il centro destra sia dalla parte degli evasori, è una bufala smentita clamorosamente dai fatti.  Il Governo Berlusconi ha recuperato dalla lotta all’evasione più del doppio di quanto non abbia fatto il Governo Prodi. Lo stesso Berlusconi può essere accusato di tutto, ma fra gli imprenditori italiani, è quello che ha sempre pagato più tasse. Tutti i meccanismi di controllo messi in campo dalla Agenzia delle Entrate e sanzionati da Equitalia, risalgono più al Ministro Tremonti che al Governo Monti".

"Il centro destra rivendica il diritto di poter parlare di pressione fiscale eccessiva, di un clima di terrore fiscale che non aiuta l’economia e di persone che si trovano di fronte al dilemma se pagare le tasse o chiudere l’azienda, senza essere tacciati di collusione con gli evasori. Possiamo anche sostenere posizioni sbagliate, come tutti, ma abbiamo anche il dovere di dare voce a tutta la società e non solo ad una parte - conclude Lombardi -. Se si accetta il dialogo e non si criminalizzano le posizioni forse possiamo dare un contributo al Paese altrimenti qualcuno potrà anche raccattare qualche voto in più ma servirà unicamente per governare male un paese allo sfascio".

La replica - Non si è fatta attendere la replica di Petitti: "E' vero che il costo della pressione fiscale per le imprese, ma anche per il lavoro dipendente, è alto. Solo aumentando la fedeltà e la solidarietà fiscale attraverso l'emersione del nero si potranno però creare le condizioni affinché si riducano le tasse a chi le ha sempre pagate, tra cui appunto gli artigiani le piccole e medie imprese e i lavoratori dipendenti".

"La pressione fiscale è cresciuta anche con il governo Berlusconi, nonostante le promesse di abbassarla - continua Petitti -. Secondo le rilevazioni Istat, mentre la pressione fiscale media complessiva è stata del 42,39% sotto il governo Prodi (costretto a ripristinare l’equilibrio eroso dal precedente esecutivo assestando spesa pubblica, esplosa fra il 2001 e il 2006), la fiscalità è successivamente aumentata al 42,6% sotto l'ultimo governo Berlusconi".

"Dopo che per quasi tre anni ci siamo sentiti raccontare dall'esecutivo che la crisi era solo psicologica, oggi non abbiamo scelta e siamo stati costretti ad applicare con rigore le regole che impone l'Europa per giungere al pareggio di bilancio entro il 2013. Ritengo che in questa fase il problema per gli imprenditori sia molteplice: le criticità sono il credito, la capitalizzazione delle piccole e medie imprese e i rapporti commerciali interno al mercato italiano, strozzati dall'assenza di liquidità", conclude l'esponente democratico.

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