Fusione con Acegas, Mauro (Pdl): "Vendere le azioni di Hera"

"Gnassi può anche esprimere un voto contrario nell’ambito del patto di sindacato, ma lo fa ben consapevole che il suo voto sarà ininfluente sulla decisione finale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Gnassi può anche esprimere un voto contrario nell’ambito del patto di sindacato, ma lo fa ben consapevole che il suo voto sarà ininfluente sulla decisione finale, sicuro di non inimicarsi gli amici bolognesi che vogliono la fusione tra Hera e il gruppo triestino-padovano Così ottiene anche l'obiettivo di tener buoni due assessori della sua giunta, e l'ala sinistra che lo sostiene.

Dal centro destra vediamo con favore questo suo cambiamento di strategia, e siamo felici – meglio tardi che mai - che su Hera abbia posizioni simili alle nostre, in ordine alla qualità dei servizi erogati, alle tariffe sostenute dai cittadini, e alla scarsa attenzione sull’emergenza balneazione. Il sindaco non convince quando parla di difficoltà a rappresentare le problematiche del territorio in seno al patto di sindacato degli azionisti pubblici di Hera.

Gli voglio ricordare che quasi tutti i possessori delle azioni pubbliche sono sindaci che hanno in tasca la tessera del Partito Democratico. Dica la verità allora, prenda atto che la Romagna e la riviera riminese sono scarsamente considerate dai vertici regionali del Partito Democratico, e la responsabilità  è tutta da addebitare agli esponenti locali del Partito Democratico riminese, incapaci di incidere nelle scelte che contano.

Qualche mese fa Gnassi ha chiesto ad Hera diverse decine di milioni di euro per la balneazione, e non mi risulta che abbia ricevuto alcuna risposta. Il centro sinistra riminese deve comprendere che dopo aver contribuito a creare il colosso Hera, questo ormai cammina con le proprie gambe e il suo interesse primario è quello di consolidare la propria posizione nel mercato dei servizi pubblici locali, guardando il mercato azionario e distribuendo gli utili.

Bisogna entrare nell’ordine di idee che i servizi pubblici locali devono sempre più essere liberalizzati al fine di ottenere una libera concorrenza tra diversi competitor, pubblici o privati che siano, per ottenere prestazioni con standard qualitativi elevati con tariffe accettabili. Comprendo le difficoltà di percorrere tale tragitto, soprattutto da parte di chi, come Gnassi, è sostenuto anche da una sinistra “giacobina” che odia il privato e che vuole tutto sotto la sfera dello Stato.

Invito il sindaco di prendere in seria considerazione l’eventuale vendita delle azioni Hera detenute dal Comune. Solo così potrà reperire risorse finanziarie per dare avvio al piano fogne. E soprattutto si dedichi al controllo, che fino ad oggi non è stato fatto".

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