Galli (Fi): "Governo contro aste concessioni, Regione pronta a fare una sua legge come la Liguria?"

Il consigliere azzurro interroga sulla direttiva Bolkestein, che "mette a rischio il futuro di imprenditori e famiglie" della Romagna

La direttiva europea che mette all'asta anche le concessioni balneari della riviera romagnola, la cosiddetta Bolkestein, nel mirino di Andrea Galli di Forza Italia. Il consigliere azzurro, in un'interrogazione, sottolinea come la norma "metta a rischio il futuro di imprenditori e famiglie, che da decenni contribuiscono a valorizzare, tutelare ed a rendere attrattiva dal punto di vista turistico la riviera romagnola" e per questo chiede alla Giunta di tutelare le imprese balneari del territorio. La direttiva Ue prevede infatti la messa all'asta di tutte le concessioni demaniali a partire dal 2016, riguardando anche gli operatori di spiaggia e i proprietari di locali sul demanio marittimo, in quanto titolari delle concessioni balneari.

Galli evidenzia con favore come l’attuale Governo sembrerebbe orientato a non applicare la direttiva ai balneari, dopo l'approvazione in Senato di una mozione presentata da Maurizio Gasparri, e come la Regione Liguria si sia dotata di una legge a tutela delle imprese balneari, riconoscendone le specificità di categoria ed estendendo le attuali concessioni demaniali per trent’anni. La Regione Liguria ha approvato una norma che "riconosce il valore, non solo economico ed imprenditoriale dei balneari- rimarca Galli- ma anche la loro tipicità culturale e l’importanza sociale che ricoprono nella comunità".

Il consigliere Fi interroga quindi la Giunta per sapere che giudizio dia dell'attuale orientamento del Governo in seguito alla mozione Gasparri e se intenda, sul modello della Regione Liguria, dotarsi di una legge che riconosca "la specificità di categoria con l’introduzione, per gli operatori balneari, del prolungamento delle attuali concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative e la messa a disposizione di nuovi spazi arenili vicino a centri di interesse turistico, pur nel rispetto del numero di spiagge libere previste in proporzione". In definitiva chiede alla Regione se "ritenga opportuno potenziare la normativa regionale per tutelare le imprese balneari, non solo dal punto di vista della concessione, ma anche la loro tipicità culturale e l’importanza sociale che ricoprono nel nostro contesto regionale".

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