Gennaro Mauro (Pdl): "Quale futuro per i nostri cinque ospedali?"

"L’esperienza dimostra, vedi la multiutility Hera, che spesso i processi di riorganizzazione di enti e servizi sono stati fatti a discapito dell’interesse pubblico dei singoli territori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"La nostra preoccupazione è che l’unificazione delle strutture sanitarie della Romagna non porterà benefici al territorio riminese, anzi siamo convinti che assisteremo ad un vero è proprio depauperamento dei servizi ospedalieri e assistenziali. L’esperienza dimostra, vedi la multiutility Hera, che spesso i processi di riorganizzazione di enti e servizi sono stati fatti a discapito dell’interesse pubblico dei singoli territori.

Provvedimenti rivolti a ridurre i costi di amministrazione e il contenimento della spesa sanitaria, e lo stesso innalzamento della qualità delle prestazioni sanitarie si sarebbero potute ottenere ugualmente senza unificare le aziende sanitarie. Una struttura sanitaria elefantiaca con un bacino territoriale ampio e diversificato, composta da migliaia di dipendenti risulterà difficilmente gestibile, e inevitabilmente produrrà disfunzioni se non saranno attentamente valutate le esigenze sanitarie territoriali.  

Oggi siamo costretti a subire l’unificazione delle quattro Aziende Sanitarie della Romagna, mentre l’Emilia viene esclusa da questo processo. Bisogna prendere atto che siamo sudditi degli esponenti del partito democratico bolognese. Come al solito la scelta dell’Ausl unica cala dall’alto, senza alcuna partecipazione delle comunità locali. Non credo che il sindaco Gnassi e il presidente delle provincia Vitali abbiano le idee chiare su ciò che avverrà della sanità riminese a partire dal 1 gennaio 2014, di certo non c’è l’hanno i cittadini.

Oggi non c’è chiarezza su quale futuro avranno le nostre cinque strutture ospedaliere, come sarà realizzata la nuova rete ospedaliera e assistenziale, ma soprattutto chi decide. La confusione è tanta, si discute dei pesi che i territori avranno nella nuova “conferenza socio sanitaria” delle maggioranze necessarie per prendere provvedimenti strategiche; assistiamo i singoli territori litigare in merito ai siti dove saranno ubicati di uffici e direzioni.  

Noi del Popolo della libertà con determinazione sosterremo ogni iniziativa che garantisca il mantenimento e il miglioramento dei nostri punti di eccellenza, e saremo fermamente contrari ad ogni provvedimento di chiusura dei cinque ospedali presenti nel riminese, convinti che bisogna evitare il più possibile i disagi collegati allo spostamento della popolazione e che le prestazioni sanitarie di non elevata complessità vengano garantite in prossimità della residenza dei cittadini. Su questo terreno apriremo un confronto con il sindaco Gnassi e il Presidente Vitali, e con il Partito Democratico riminese".

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