Martedì, 23 Luglio 2024
Politica Cattolica

Giornata internazionale contro l’omofobia, Cattolica Futura: "Ancora tante discriminazioni"

La lista civica: "Le persone LGBTQ+ continuano ad essere discriminate dallo Stato, anche in Italia: per quanto apprezzabile, la legge Zan contro l’omotransfobia non appare sufficiente per raggiungere pari diritti"

"Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, a ricordare il giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuoveva l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Nel contesto odierno, la strada per la parità delle persone LGBTQ+ è ancora lunga - afferma la lista Cattolica Futura - chiedere pari diritti è infatti sempre più trasgressivo. Le persone LGBTQ+ continuano ad essere discriminate dallo Stato, anche in Italia: per quanto apprezzabile, la legge Zan contro l’omotransfobia non appare sufficiente per raggiungere pari diritti portando, paradossalmente, ad immobilizzare il dibattito sul tema, considerata anche l’insensato ostruzionismo che ha ricevuto da diversi gruppi politici di destra".

Tra i punti da considerare ci sono anche le unioni civili, istituite in Italia nel 2016 con la cosiddetta legge Cirinnà. Per Cattolica Futura: "Per quanto un passo importante per i diritti LGBTQ+, rappresentano un istituto giuridico annacquato, che non garantisce gli stessi diritti del matrimonio — il dibattito sull’aprire il matrimonio anche alle persone omosessuali è, attualmente, inesistente. A differenza di quanto accade per il matrimonio in cui i bambini nati vengono considerati dalla legge figli di entrambi i genitori, i bambini nati durante l'unione civile saranno figli del solo genitore biologico. Inoltre, l’unione civile non contempla l’adozione. Sul tema della filiazione, alcune recenti proposte di legge vorrebbero poi rendere la gestazione per altri un reato universale, penalizzando chi ne ricorre all’estero, dove è legale e, di fatto, impedendo alle coppie omosessuali di avere figli e far sì che essi siano riconosciuti dalla legge come tali".

"Ancora peggiore è la condizione delle persone trans - prosegue la lista civica - che non hanno spesso accesso a prestazioni sanitarie adeguate e che vengono tuttora discriminate dalla società, tra ignoranza e diffidenza. Su questo fronte, sarebbe necessaria una proposta di legge che garantisca procedure più veloci e tutelanti per il percorso di affermazione del genere e gratuità delle terapie ormonali sostitutive e dei trattamenti medici-chirurgici. In Italia, tra l’altro, sono ancora permesse le terapie cosiddette riparative per orientamento sessuale, identità di genere e espressione di genere, recentemente vietate in Francia. La più grande ricerca europea sul tema ha inoltre dimostrato che in Italia il 62% delle persone LGBTQ+ dice di non dichiarare apertamente mai o quasi mai il proprio orientamento sessuale; il 38% delle persone LGBTQ+ dichiara di evitare di tenere per mano il o la partner dello stesso genere in pubblico, per paura di molestie o aggressioni; e ben il 92% considera che il proprio Paese non si impegni per nulla o quasi per nulla «in una lotta efficace ed effettiva contro l’intolleranza e il pregiudizio» nei confronti delle persone LGBTQ+".

"È bene poi ricordare che nel mondo ci sono ancora 68 Stati che nel loro ordinamento perseguono le libertà civili e sociali delle persone LGBTQ+; una decina prevedono addirittura la pena di morte. E anche nei Paesi in cui le condizioni delle persone LGBTQ+ sono notevolmente migliorate permangono ancora discriminazioni - conclude Cattolica Futura che - supporta il pieno riconoscimento dei diritti, anche a livello locale, promuovendo un dibattito rispettoso e inclusivo". 

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