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Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica

Gnassi attacca la Meloni: "A 4 mesi dall'alluvione non è arrivato un euro"

Per il coordinatore per il nubifragio del Partito Democratico alla Camera il governo ha "l’obiettivo del caos sociale da cavalcare per le elezioni l’anno prossimo"

“Delle due  l’una. O hanno vinto i suoi colonnelli della destra tutta e solo politica (ministri, vice sottosegretari che hanno imposto  la linea di attacco totale all Emilia Romagna, con l’obiettivo del caos sociale da cavalcare per le elezioni l’anno prossimo) o la presidente Meloni è sempre stata d’accordo con loro e con questa linea, mascherando gli intenti con pacche sul petto e stivali nell’acqua. Non è arrivato un euro, non c’è un’azione di ricostruzione strutturata in essere". Duro attacco alla premier Giorgia Meloni da parte dell'onorevole Andrea Gnassi (Pd) con l'ex sindaco di Rimini che punta il dito contro al governo "colpevole", a 4 mesi dall'alluvione, di "non aver fatto arrivare un euro" nelle zone colpite.

"Neanche il più di un miliardo non speso per ammortizzatori sociali e sostegno all’export del primo Decreto emergenza - spiega Gnassi - evidentemente scritto male, neanche quello è stato ridestinato a famiglie e imprese. A 4 mesi dai fatti siamo al 100% di indennizzi zero, se si escludono i 3,5 milioni di euro gestiti da Regione e Protezione civile.  La favola dell’Underdog di una persona venuta dal basso, vicina alla gente contro i poteri forti finisce con la letterina di Ferragosto. Sì, perché con questa,  Meloni in realtà si svela e si rivela una gelida e cinica ultrà della politica, che usa il potere forte da presidente del consiglio per un attacco politico all'Emilia Romagna”.

“Allora Presidente Meloni - conclude il coordinatore per l’alluvione del Partito Democratico alla Camera - se vuole smentire quello che ormai è evidente, prenda un impegno:  dopo questa letterina venga qua sui territori colpiti, venga e dimostri che è ancora la presidente del consiglio di tutti gli italiani e non una ultras di un partito. Venga presidente Meloni e prenda l’impegno di fare un giro con gli emiliano romagnoli tra frane, strade distrutte, tra gli italiani che in questa terra hanno perso casa, impresa e lavoro. Venga e ci dica se ha stime diverse dei danni da quelle di circa 9 miliardi, dimostri con gli stivali sulle frane, o nelle case disabitate  e colpite, che va tutto bene e le cose stanno procedendo. Un buon amministratore verifica sul campo e raccoglie proposte. Esattamente come per il credito d’imposta, strumento che il governo non ha voluto usare  per permettere di detrarre dalle tasse tutte le spese sostenute per i danni. O come la sburocratizzazione delle procedure e il coinvolgimento degli attori locali per  l’avvio di opere e cantieri prima dell‘autunno che può portare di nuovo enormi problemi”.

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