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Gnassi, camera con vista Parlamento. "Romagna 4 volte più veloce dell'Italia. Esportiamo le nostre idee"

L'ex sindaco di Rimini capolista del Pd nella corsa alla Camera: "Lotterò per questo, per un riformismo di governo cercando di prendere il buono della Romagna capace di essere unita sui grandi temi"

Camicia bianca e mocassini. Andrea Gnassi ci sperava, ma non lo dava per scontato. E invece eccolo alla prima uscita da candidato ufficiale del Pd per il parlamento. E non da candidato qualsiasi: perché al plurinominale l’ex sindaco di Rimini sarà il numero uno della Romagna ed è pronto a dare battaglia anche all’uninominale riminese. Che sia contro Jacopo Morrone (Lega) o chicchessia. “Mi tremano un po’ i polsi, mi approccio a questa avventura – dice l’ex primo cittadino -, con l’idea che la Romagna va quattro volte più veloce rispetto al sistema Italia. E lotterò per questo, per un riformismo di governo cercando di prendere il buono della Romagna. Una Romagna che sui grandi temi ha dimostrato di essere unita, come per la Sanità, l’acqua, l’hub energetico di Ravenna”. Riformismo è la parola chiave che Gnassi ripete più volte nel suo intervento, in un caldo pomeriggio d’estate, a pochi passi da palazzo Garampi. E a più riprese parla di una campagna elettorale che sarà rapida, ma che dovrà più badare ai contenuti pratici che non al dibattito politico.

“Ci troviamo nel pieno della necessità di fare una finanziaria che tenga in piedi il Paese, nel cuore dei fondi del Pnrr, di una crisi energetica, e credo si sarebbe dovuto mettere al centro gli interessi del Paese e non dei partiti o di bottega. Questo per dire che ci stiamo trovando ad affrontare un’estate surreale – sono le prime riflessioni a caldo -. Detto questo dobbiamo tornare a parlare degli interessi degli italiani, io mi accingo ad affrontare questo impegno dicendo chiaro che il Paese dovrà affrontare delle difficoltà, ci saranno delle scelte da fare provando a dare un contributo a Roma delle eccellenze dei territori. E credo che in questo la Romagna abbia tanto da dare”.

Gnassi continua a parlare di grande orgoglio romagnolo e di aver ricevuto tanti messaggi, anche trasversali al suo partito, di sostegno per l’avventura romana. “Proverò a rappresentare al meglio questa terra straordinaria, a difenderla, io lotterò per questa terra – aggiunge Gnassi -. La Romagna per cambiare Roma. E’ troppo ambizioso? Sicuramente ci proveremo, con la stessa intensità dei dieci anni che ho vissuto da sindaco. Abbiamo sperimentato il riformismo di governo, cosa vuol dire tenere insieme imprese e lavoro, ambiente ed economia, oggi con Ravenna diventiamo un hub energetico del paese. Le cose basta farle bene, il vento e l’energia se le fai tutelando il paesaggio dai una mano al Paese. Questo deve essere lo spirito”.

Poi è tempo dei ringraziamenti. I sindaci dei Comuni capoluogo della Romagna governati dal centrosinistra - Jamil Sadegholvaad, Enzo Lattuca, Michele De Pascale - per avere condiviso le proposte. Così come ringraziamenti vanno al segretario Luigi Tosiani, al presidente Stefano Bonaccini, ad Enrico Letta per aver sostenuto la candidatura alla direzione Nazionale.

“Quando abbiamo detto che volevamo provare a cambiare Rimini siamo andati a Copenaghen e a Stoccolma, poi abbiamo provato a tradurlo in romagnolo - conclude Gnassi -. Ma abbiamo guardato chi era avanti rispetto a noi. E siamo andati avanti veloci. Dobbiamo parlare dei problemi reali e di dare soluzioni concrete. Lo stesso va riproposto a Roma”.

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