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Gnassi: "Le risorse del Recovery fund siano impiegate per logistica, scuola e sanità"

"Gli Enti locali, in primis i Comuni, dovranno collaborare e supportare con idee e progetti strutturali la gigantesca occasione della rinascita e della modernizzazione del Paese"

Logistica, scuola e sanità. Sono i tre ambiti ai quali il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ritiene si debbano prioritariamente assegnare le risorse del Recovery fund, "un evidente e meritato successo del governo Conte. Da questo punto di vista, ragiona, "gli Enti locali, in primis i Comuni, dovranno collaborare e supportare con idee e progetti strutturali la gigantesca occasione della rinascita e della modernizzazione del Paese". Insomma, altro che "scomposto 'assalto alla diligenza', quel denaro dovrà servire a 'rifare' l'Italia nelle sue infrastrutture, piuttosto che disperdersi in infiniti rivoli episodici". Gnassi mette come "priorità quale industria strategica e sostenibile del Paese per i prossimi decenni, proprio il turismo. E quindi il sistema nazionale della logistica al primo posto tra gli interventi propedeutici alla sua promozione". Perchè "industrialmente il turismo è prima di tutto logistica". Se l'Italia "attraverso una nuova infrastrutturazione" dovesse connettere velocemente le sue città, con hub aeroportuali, treni integrati e strade, E45, passante di Bologna, corridoio adriatico, ferro e gomma, Trieste-Ferrara-Ravenna-Rimini prossimi anni "incrementerà il numero dei turisti, e quindi il benessere diffuso e l'occupazione". Rimini potrebbe così "diventare uno dei punti focali di un nuovo modo di spostarsi comodamente e rapidamente lungo il Paese", con l'Alta velocità lungo la linea costiera tirrenica e adritica.

Scuola e sanità, prosegue Gnassi, sono "le altre due priorità infrastrutturali sulle quali dovrebbero essere investite le risorse del Recovery Fund". In particolare "sarebbe infatti fattibile e a questo punto obbligatorio riqualificare radicalmente il patrimonio dell'edilizia scolastica in ogni città", costruendo nuove scuole anche in funzione di rigenerare socialmente le parti del territorio più marginali. E come Rimini ha già fatto con la scuola di Villaggio Primo Maggio, "diventata anche centro di quartiere e luogo di relazione diffusa anche oltre l'orario scolastico vero e proprio".

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