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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Politica

Gnassi fa il pieno, in mille alla sua serata. Il sindaco De Caro: "Bari si ispira a Rimini per il Parco del Mare"

Da tutta Italia per sostenere la corsa di Andrea Gnassi alla Camera dei Deputati, presenti anche i sindaci di Bari, Firenze e Bergamo, oltre al presidente della Regione Bonaccini

“I fatti e l’amore dell’Italia che va” hanno richiamato martedì sera mille persone in una Piazza Francesca da Rimini gremita in ogni dove. Una piazza calorosa, attenta, partecipe, che si è lasciata trasportare in apertura dalla magia del violino di Federico Mecozzi (accompagnato da Stefano Zambardino al pianoforte e alla fisarmonica, Massimo Marches alle chitarre e all’elettronica, Anselmo Pelliccioni a violoncello e contrabbasso, Veronica Conti al violoncello e Tommy Graziani alle percussioni) e poi dalla squadra di sindaci e amministratori arrivati in giornata da tutta Italia per sostenere la corsa di Andrea Gnassi alla Camera dei Deputati e la sua “lotta per la Romagna a Roma”. Prime cittadine come Daniela Angelini di Riccione, Mirna Cecchini di San Clemente, Franca Foronchi di Cattolica e Alice Parma di Santarcangelo sedute accanto al candidato, ma anche amministratori del territorio, sindaci venuti da fuori provincia e il presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi seduti in platea.

“Il primo brano rappresenta quello che fanno i nostri sindaci ogni giorno, prendersi cura di tutti noi, il secondo Federico l’ha composto in Valmarecchia, a Pennabilli, è la brezza di questa terra che congiunge la Toscana al mare, il terzo è un brano che quando ce la vedevano brutta, in mezzo al Covid, è risuonato dal tetto del grattacielo: eravamo in due, Federico ed io lassù, e l’Inno alla Gioia è stato l’inno alla speranza” ha aperto la serata proprio Gnassi ripercorrendo sinteticamente la scaletta musicale, prima di passare la palla alle 10 figure al suo fianco.

Ad aprire la fila, il suo successore alla guida di Rimini, Jamil Sadegholvaad “Andrea è stato il mio sindaco per 10 anni, è bello essere qui in questo luogo che era un parcheggio con le macchine appoggiato a un castello: è una delle tante trasformazioni straordinarie del suo doppio mandato e la passione che Andrea ha avuto nell’amministrare questa città è la miglior garanzia di quello che potrà fare a Roma”. Dopo gli accorati interventi della presidente dell’assemblea regionale Emma Petitti (“Ambiente e diritti civili e delle donne sono architravi imprescindibili per noi”) e della consigliera regionale Nadia Rossi (“Quando mi ha chiamata nella prima giunta le uniche cose che mi ha chiesto sono state amore per Rimini e disponibilità a lavorare per la città 24 ore al giorno, sette giorni su sette: so che lui farà lo stesso a Roma per la Romagna”).

Il sindaco di Bari

Ad aprire la fila degli ospiti venuti da lontano è stato Antonio De Caro, sindaco di Bari e presidente nazionale dell’Anci che ha raggiunto Rimini sciroppandosi otto ore in auto per esserci. Pur premettendo. “Nessuno voleva essere qui questa sera, in una campagna elettorale assurda e frettolosa in cui siamo ancora a chiederci perché hanno fatto cadere un governo autorevole, serio e concreto. Noi sindaci dovremmo essere al lavoro per trasformare in fatti i soldi del Pnrr, per dare risposte ai cittadini, mentre siamo incazzati anche per una legge e un sistema elettorale che consentono di paracadutare leader in territori amministrati bene (in cui solitamente perdono) e di rompere il legame con le comunità. Perché siamo qui? Perché noi abbiamo un’idea di Paese e perché il candidato è Andrea Gnassi, un bravo amministratore, una persona per bene, con la passione e l’amore per la sua terra. Andrea è stato un riferimento per me, che guardando Rimini mi sono fatto finanziare il lungomare Costa Sud con 75 milioni di euro di Pnrr: questi vogliono togliercelo? Vogliono rinegoziarlo senza neanche avere capito cosa sia? Il Pnrr sono i bambini che avranno strutture, le persone che possono socializzare nei playground delle nostre città, gli interventi sulla transizione ecologica…”.

Così il sindaco di Firenze

Altrettanto determinato il primo cittadino di Firenze Dario Nardella: “Leggo queste parole “i fatti e l’amore dell’Italia che va” e penso che sono quelle che caratterizzano un ottimo amministratore. Ho sempre pensato che c’è un valore superiore a tutti gli altri che ti fa essere credibile e quel valore sono le cose realizzate, i fatti appunto. Invece ci troviamo costretti a fare altro, una campagna elettorale assurda, corta dopo aver mandato via quel Mario Draghi che oggi a  New York hanno premiato come miglior statista del mondo. Del mondo, e questi lo hanno mandato via. I fatti sono questi castello recuperato, il Parco del Mare, il lungomare di Bari, la Bergamo Alta fatta da Giorgio Gori e per contrastare chi vuole cancellare il Pnrr noi dobbiamo raccontare le cose buone fatte per rendere credibili quelle che proponiamo. L’altra parola è amore, una parola che si usa poco in politica e mi piace che Andrea la utilizzi perché lui ha amato e ama la sua città, la sua terra e la sua gente è quando si ama una cosa si è pronti a fare di tutto per difenderla. Il 25 scegliamo Gnassi, per Rimini ma anche per il nostro Paese”.

Infine, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori: “Antonio ha fatto otto ore di macchina per essere qui, io ne avrei fatte il doppio per Andrea, perché è stato un sindaco pazzesco: ogni volta che vengo a Rimini ne scopro un pezzo nuovo, oggi la Piazza sull’Acqua che è una delle tante cose meravigliose. Ha cambiato la faccia di città in 10 anni e non aveva il Pnrr, pensato cosa avrebbe fatto avendolo… ma questo è possibile se si ha l’amore per la propria terra e la pazienza di lavorarci 24 ore su 24, sette giorni su sette. La concretezza, la competenza e la capacità di far lavorare le persone completano il quadro è Andrea ha tutto questo: voi avete la fortuna di avere in lista il vostro sindaco che conoscete e apprezzate e avete la possibilità di mandarlo a Roma. Non sprecatela”.

L'intervento di Bonaccini

A lanciare la volata è stato quindi il presidente della Regione Stefano Bonaccini. “Sono molto contento di essere qua, per Andrea e per voi: guardavo prima le sindache e i sindaci e pensavo che negli ultimi anni abbiamo riconquistato l’East Coast, vincendo ovunque questa destra. Dovete essere orgogliosi di un territorio che si è ripreso Comuni e ha ribaltato anche di 30 punti i risultati delle Regionali. Questo per dire che dobbiamo fare la stessa cosa anche questa volta: non guardate i sondaggi, ma lavorare per convincere le persone. E io sono fiducioso proprio perché abbiamo questi amministratori al lavoro in campagna elettorale” ha esordito, evidenziando: “L’oscurantismo di ritorno si può sconfiggere solo con due cose, la cultura e la bellezza, e questa terra è un esempio di tutto ciò. Per questo, abbiamo il piacere di essere qui tutti insieme noi che siamo un pezzo dell’Italia del fare e del fare bene. Credo che ci sono milioni di italiani ancora indecisi e dobbiamo lavorare per dare loro dei riferimenti in questi pochi giorni: non pensando di essere migliori per superiorità morale, ma di certo più affidabili. Dobbiamo dare una mano a questa terra a eleggere Andrea, che credo sia un valore aggiunto per tutti: ci conosciamo da ragazzi e ha sempre lavorato per il bene comune. Fatelo per me, così non mi telefona più trenta volte al giorno, fatelo per voi perché se l’Italia assomigliasse un po’ di più all’Emilia Romagna sarebbe un Paese migliore”.

La chiusura è stata ovviamente del candidato. “Parto da una fettuccia che avevo in mano. Io ero qui dove sono adesso e Jamil lì dove è seduto Filippo Sacchetti, che ringrazio: era notte, qui c’era un parcheggio e volevamo capire se saremmo riusciti a cambiare la città. C’erano infatti anche 900 licenze ambulanti da spostare e a un certo punto era venuta fuori una diffida perché, dicevano, banchi e bancarelle non ci stavano da un’altra parte: per questo siamo venuti di notte a misurare con una fettuccia, abbiamo capito che si potevano spostare e lo abbiamo fatto. Jamil, se ci avessero detto che dopo qualche anno saremmo stati qua con un pezzo di cuore italiano a parlare della nostra Italia in un’arena in cui si fa arte, forse nessuno ci avrebbe creduto” si è rivolto alla platea con un aneddoto emblematico.

Gnassi 20 settembre-2

“Oggi sono qui con Antonio, Giorgio, Franco e insieme costruiremo una nuova mobilità all’insegna dell’alta velocità, il corridoio Adriatico che collegherà tutte le nostre realtà e si tradurrà in turismo, porterà gli stranieri a stare qualche giorno in più in Italia: è questo l’amore per il nostro Paese, l’idea di Paese che ho imparato a coltivare da responsabile turismo di Anci Nazionale e che porterò in Parlamento. Noi lavoreremo tutti insieme e utilizzeremo bene il Pnrr, io sono qui a chiedermi se sono abbastanza preparato e se ho studiato bene per farlo al meglio e, chiedendomelo, ho capito perché i nostri avversari vogliono  invece rimodularlo: perché non hanno capito niente, visto che quei fondi vanno utilizzati entro il 2023 e se li rimoduli li perdi. Senza dimenticarsi mai che la Meloni ha votato contro, non li voleva. Mentre lei e il centrodestra dicono queste cose, io giro con i grafici sui 1890 milioni che arrivano all’Emilia Romagna sulla transizione energetica e che possono toglierci dalle mani di un tiranno. Mentre loro parlano noi stiamo già facendo i bandi per avere l’autosufficienza energetica e stiamo tirando su quattro asili con quei soldi, con i 600 milioni che arriveranno in Regione. Serve serietà, non chiacchiere, il 26 chi ha vinto dovrà governare e bisogna essere esigenti per farlo. Oggi sono stato alle scuole Ferrari, uno dei 10 plessi (tanti quanti gli anni di mandato) che abbiamo realizzato e mi sono venute incontro due famiglie e due bambini: Sebastian, nato qui, e Giovanni con la sua S che sgomma. Studiano già inglese perché noi vogliamo dare strumenti alle persone, studieranno insieme, cresceranno insieme, ma a 18 anni Giovanni avrà la carta d’identità e Sebastian sarà figlio di nessuna terra: anche questo c’è in ballo domenica, si chiama Ius Scholae. E domenica si vota per mettere gli infermieri nei quartieri, per la sanità pubblica che dà il miglior specialista a tutti a prescindere dalla carta di credito, per l’istruzione per tutti, per le donne ancora vittime di un retaggio maschilista: oggi sono andato anche in un Centro antiviolenza e mentre sto parlando qui a Rimini ci sono una ventina di donne chiuse in case protette segrete perché degli uomini vogliono ucciderle e le minacciano. Nessuno sa dove sono, neanche le forze dell’ordine e le operatrici mi hanno detto che sono al sicuro ma prigioniere:  questo mi ha fatto pensare che le nostre città sono ancora troppi maschili, che c’è una cultura che ancora non sparisce. Noi per fortuna abbiamo questa consapevolezza e mi spaventa chi invece vuole abolire la Legge 194. Il 25 si vota anche per questo e per un’idea di città che noi proponiamo a tutti: il nastro tricolore alle mie spalle non è lì a caso, se hai questa idea di unità nazionale quando sei sindaco ti togli la tua casacca e l’unica cosa che indossi è la fascia tricolore perché devi lavorare per tutti”. Per poi salutare: “Se sarò a Roma porterò con me amore, passione e tenacia per questa terra che considero la mia famiglia”.

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