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Hera-Acegas, niente consiglio. Le precisazioni del sindaco

"Sulla questione della fusione HERA-ACEGAS-APS, prima di entrare nel merito della questione mi sia permesso fare una precisazione in merito a quanto apparso sui giornali di questi giorni"

"Sulla questione della fusione HERA-ACEGAS-APS, prima di entrare nel merito della questione mi sia permesso fare una precisazione in merito a quanto apparso sui giornali di questi giorni: non è la giunta che ne tanto meno il Sindaco che non vuole portare la questione al dibattito del Consiglio. Le cose sono andate diversamente la Giunta ha depositato la delibera al Consiglio per la discussione prima in Commissione e poi in Aula. La commissione, come nelle sue facoltà, ha deciso di approfondire ulteriormente, considerato il tenore della decisione da assumere, rinviando a nuova seduta. Conclusa la discussione e gli approfondimenti richiesti in Commissione la delibera avrà il suo iter".

La questione relativa alla fusione tra Hera e Acegas continua a far discutere, e nel merito è entrato anche il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi: "Detto questo, per amor di verità, per quanto riguarda le questioni tecniche vengo ora alle questioni politiche. Non è un segreto che fin dai primi giorni del mio mandato ho sempre posto ad Hera spa, sia direttamente che all’interno del Patto di Sindacato che lega i soci pubblici, la necessità che Hera recuperasse lo spessore di Azienda del territorio che, insieme al vincolo di maggioranza pubblica, è (forse oramai tocca dire era), uno degli elementi qualificanti la scelta dei vari Enti di superare le aziende locali aderendo all’aggregazione in Hera spa".

"Già il 7 giugno 2011 - continua Gnassi - dopo 8 giorni dall’insediamento, alla presentazione del bilancio sociale del Gruppo Hera, quando il managemant illustrava i successi di performance economica e di customer satisfaction, in una sala dell’Arengo gremita, ho avuto l’occasione di dire che il ritorno che personalmente avevo avuto durante la campagna elettorale appena conclusasi era segnatamente diverso. Già in quel primo confronto conclusi, appunto, invitando Hera a porre la stessa attenzione che poneva per Piazza Affari alle esigenze dei territori, ma anche al clima di crisi che già si cominciava a respirare. Da li è cominciato un rapporto dialettico, a tratti anche polemico, che ha avuto il suo culmine in due richieste: investimenti sul sistema fognario di Rimini ( e questo è noto a tutti); e, con i Sindaci di Forlì e Cesena, la riduzione dei compensi del top managemant del Gruppo. Due questioni che, se assecondate, avrebbero consentito di recuperare le critiche che man mano si sono fatte invece più stringenti".

"Ecco perché personalmente non mi sorprendono, fino a dir che in parte le condivido, le difficoltà che sta incontrando il progetto di fusione con HERA-ACEGAS-APS. Queste difficoltà sono dovute, appunto, alla delusione per la fiducia che era stata riposta all’epoca della costituzione di Hera nella capacità di una Azienda di essere al contempo grande, solida ma comunque “domestica”. In questo capitolo si potrebbe poi aprire il ragionamento sulla progressiva verticalizzazione organizzativa dell’Azienda che certo non aiuta l’aderenza territoriale. Certo lo so qualsiasi operatore economico e finanziario può in 20 righe spiegare che dal punto di vista industriale questa è una operazione ha senso, ma non è sufficiente perché l’idea alla base della costituzione di Hera spa era quella che le fortune dell’azienda dovessero essere le fortune di un territorio; se le fortune di territorio e azienda si dividono è il disegno originario che viene messo in crisi. Anche qui, forse, siamo in presenza della contraddizione tra una Azienda che nasce come strumento e chi la vede come un Fine" ha detto il primo cittadino.

"Mi rendo conto che quanto fin qui affermato chiama direttamente in causa il significato della maggioranza pubblica e dello stesso ruolo del Patto di Sindacato dove, evidentemente, l’essere tutti Enti Pubblici forse non è più sufficiente per dire che c’è un idem sentire. Non è un mistero che le posizioni diverse degli Enti soci sono correlate al diverso peso azionario e quindi alle diverse “contropartite” in termine di utili ed investimenti. Se la nostra minima quota azionaria non ci colloca tra i “decisori” la nostra specificità territoriale dal sistema fognario in relazione alla balneazione ; all’efficienza e decoro del sistema di gestione dei rifiuti non possono se si vuole ragionare come sistema essere pesati con il bilancino delle azioni ne da Hera ne dal Patto".
 

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