I grillini in regione: "vogliamo sapere quali tipologie di rifiuti sono andati in cenere"

Gianluca Sassi e Raffaella Sensoli, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del M5S, hanno presentato una interrogazione alla Giunta

Continua la richiesta di chiarezza da parte del Movimento 5 Stelle sull’incendio che nella notte tra sabato e domenica scorsi ha interessato il sito di stoccaggio di rifiuti dell’inceneritore di Raibano. Gianluca Sassi e Raffaella Sensoli, rispettivamente capogruppo e consigliera regionale del M5S, hanno presentato una interrogazione alla Giunta per chiedere che la Regione risponda ad alcuni dubbi ed interrogativi che rimasti irrisolti dopo il rogo. “Ancora una volta questi impianti si rivelano un danno enorme per la salute e la sicurezza dei cittadini. L’aspetto più paradossale di questa vicenda è come sia possibile che una quantità così importante di rifiuti venga stoccata all’aperto, coperta da una semplice tettoia – spiegano Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi – Per questo crediamo che sia necessario fare luce sulle disposizioni di sicurezza all’interno dello stesso impianto per verificare la loro corretta attuazione. In più vorremmo capire se per l’impianto di Raibano esista o meno un piano di emergenza in caso di incendi o calamità”.

Nella loro interrogazione i due consiglieri regionali del M5S chiedono alla Giunta se la popolazione che vive nelle zone adiacenti all’area dell’impianto sia stata informata preventivamente sui comportamenti da adottare durante le fasi di un incendio e nello specifico cosa è stato fatto nelle fasi più critiche del rogo dello scorso sabato. “Inoltre – concludono Sassi e Sensoli - vorremmo capire quali tipologie di rifiuti sono andati in cenere sprigionando quella nube che è stata notata anche a chilometri di distanza. Visto che si è parlato di plastica bruciata di certo non si tratta di un aerosol di salute. Crediamo che tutti questi interrogativi debbano essere risolti anche per dare una risposta immediata a quei cittadini che vivono nei paraggi dell’inceneritore che da anni chiedono maggiori tutele per la loro salute”.

IL RESOCONTO DI ARPAE - In un comunicato, nel frattempo, Arpae ha diffuso i dati dell'intervento di Raibano. "Alle ore 07,30 circa di domenica 4 settembre i tecnici di Arpae Rimini in servizio di Pronta Disponibilità venivano chiamati dai Vigili del  Fuoco per i necessari rilievi ambientali  sul luogo dell’incendio sviluppatosi  in una porzione del deposito dei rifiuti , da sottoporre alle operazioni di differenziazione, dell’impianto Akron ubicato presso il termovalorizzatore rifiuti di Raibano – Coriano. I tecnici Arpae giunti in loco hanno  constatato che l’incendio, sviluppatosi verso le ore 03,30 della stessa mattina, interessava il materiale di sovvallo  (scarto dei rifiuti già sottoposti al processo di differenziazione per il recupero) e di materiali ingombranti. Secondo informazioni raccolte in loco dai Responsabili Akron  l’incendio aveva  coinvolto materiali costituiti prevalentemente da rifiuti di carta, cartone, plastiche e vetro".

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"I tecnici Arpae hanno effettuato immediatamente  rilevamenti (con fiale  Draeger) sulla qualità dell’aria  al fine di accertare, in particolare, la presenza di composti contenenti Acido  cloridrico, Acido Solforico e Cloruro di vinile non rilevando alcuna criticità salvo il forte e fastidioso odore acre sprigionato dall’incendio. Detti rilevamenti sono stati effettuati  lungo il perimetro dell’impianto Akron e nelle adiacenze delle case circostanti.
Al fine di evitare  contaminazioni del suolo i nostri tecnici hanno richiesto di raccogliere le acque utilizzate per lo spegnimento dell’incendio  e di destinarle successivamente a  trattamento e  depurazione.  Gli accertamenti dei tecnici Arpae sono proseguiti  ieri e oggi (6 Sett.) e proseguiranno nei prossimi giorni anche in  collaborazione  con l’Ausl di Rimini e le Amministrazioni Comunali interessate".

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