Politica

I Radicali ai "Casetti" per promuovere i quesiti referendari tra i detenuti

All'interno della struttura sono presenti 136 persone suddivise in 6 sezioni di cui, in 2 di queste, non è stato possibile accedere in quanto dedicate alla emergenza sanitaria

Il 15 settembre è la Giornata internazionale della Democrazia è una delegazione del Partito Radicale è andata all’interno del Carcere Circondariale di Rimini, dopo la visita di ferragosto, per consentire alle persone ristrette di esercitare il diritto costituzionale di sottoscrivere la campagna referendaria. In carcere sono entrati gli iscritti al Partito Radicale Ivan Innocenti del Consiglio generale, Annalisa Calvano, avvocato autenticatore e Simone Mariotti. La raccolta firme ha riguardato i sei quesiti referendari denominati Giustizia Giusta: Riforma del CSM, Responsabilità diretta dei magistrati, Equa valutazione dei magistrati, Separazione delle carriere dei magistrati sulla base della distinzione tra funzioni giudicanti e requirenti, Limiti agli abusi della custodia cautelare e abolizione del decreto Severino. Come riferito in una nota stampa, all'interno della struttura sono presenti 136 persone suddivise in 6 sezioni di cui, in 2 di queste, non è stato possibile accedere in quanto dedicate alla emergenza sanitaria. "Sono stai distribuito volantini informativi sui quesiti - spiega la nota dei Radicali - e in breve tempo ben 89 detenuti hanno firmato con entusiasmo. I detenuti hanno dimostrato volontà di esercitare i propri diritti. Gli 89 firmatari del penitenziario si uniscono così ai 350 firmatari che in questi mesi si sono rivolti al tavolo riminese del Partito Radicale". La campagna di raccolte firme prosegue. Appuntamento fisso al tavolo di sabato mattina in centro a Rimini, corso d’Augusto angolo via Cairoli.

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