I rifiuti di San Marino smaltiti in Romagna la Lega: "Quantità in aumento, accordo poco chiaro"

Il Carroccio insorge sull'accordo stipulato in Regione, dalla Repubblica del Titano "7.900 in più rispetto alla vecchia intesa”.

Arriva la ratifica, da parte dell’Assemblea legislativa, dell’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi, destinati al recupero e allo smaltimento. “Abbiamo fatto presente all’Assessorere Gazzolo le nostre perplessità sulla natura dell’accordo che, rispetto all’intesa del 2011, aumenta il conferimento annuo di rifiuti di 7.900 tonnellate. La Repubblica di San Marino – spiega il consigliere Massimiliano Pompignoli intervenuto in aula per motivare il voto di astensione della Lega – non ha inceneritori sul proprio territorio e, vista la particolare conformazione geografica, difficilmente riuscirà ad averne in futuro. La Regione Emilia-Romagna, responsabilmente, si è fatta carico in questi anni dell’urgenza di smaltire i quantitativi prodotti dal Titano, dirottandoli perlopiù presso l’inceneritore di Coriano. Ma arrivati a questo punto le prospettive future non fanno ben sperare, considerando anche lo scarso impegno di San Marino sul fronte delle politiche ambientali eco-sostenibili. Il quantitativo massimo di rifiuti annui oggetto dell’accordo sottoscritto nel 2011 era infatti di 54.100 tonnellate mentre quello specificato nel testo approvato oggi in aula (di durata quinquennale) è di 62.000 tonnellate, ovvero 7.900 in più rispetto alla vecchia intesa.”

“Ciò che più ci preoccupa – sottolinea Pompignoli – sono le categorie di rifiuti che andranno ad aumentare. Se è vero, come dice l’Ass.re Gazzolo, che rispetto al precedente accordo si registra una significativa contrazione nel quantitativo massimo di rifiuti urbani indifferenziati (- 3.000 tonnellate), è altrettanto vero che ad aumentare sono i rifiuti pericolosi. In particolare” – aggiunge Pompignoli – “aumenta di 3mila tonnellate il conferimento massimo di quei rifiuti rientranti, secondo la classificazione europea, nell’elenco ambra. Si tratta perlopiù di materiali contenenti metalli, agenti inquinanti, ceneri e rifiuti derivanti dalla lavorazione di ferrame che, vista la pericolosità degli elementi che li compongono, necessitano, ai fine dello smaltimento e dell’esportazione, di una particolare procedura autorizzativa. E, come se non bastasse, cresce di 4.900 tonnellate anche quella tipologia di rifiuti che non ha nome e che all’interno dell’accordo viene definitiva in maniera generica con il termine ‘altri rifiuti’.”

“Insomma – conclude l’esponente della Lega – avremmo voluto sapere di più da questa Giunta sulla natura poco chiara dell’accordo sottoscritto con la Repubblica di San Marino e sugli inceneritori emiliano romagnoli (Forlì, Coriano, Imola?) che, nella pratica, se ne faranno carico. Anche perché, l’auspicio è quello di pervenire ad un’autosufficienza di smaltimento e di differenziazione del rifiuto, tale per cui la Regione ER non debba più accollarsi il costo, sanitario e ambientale, derivante dall'incenerimento dei rifiuti del Titano.”

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Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d'Italia ha invece sottolineato come l'accordo sia una riproposizione di un "vecchio canovaccio" e ha poi dichiarato il proprio voto di astensione sull'atto amministrativo. Andrea Bertani (M5s) ha criticato la reiterazione dell’accordo che, di anno in anno, vede un aumento della quantità di rifiuti conferita negli impianti dell’Emilia-Romagna senza che la Regione faccia nulla per spingere la Repubblica del Titano a diventare più virtuosa nella riduzione della produzione dei rifiuti: "Da un lato- ha detto- ci facciamo belli sulla riduzione dei rifiuti, dall'altra li accettiamo da fuori senza porre adeguate condizioni sulla loro qualità". E ha anche criticato la politica di gestione dei rifiuti dei passati anni: "Avere otto inceneritori in regione ci ha fatto rimanere indietro sulla differenziata". Giorgio Pruccoli (Pd) ha invece ricordato come l’orografia impervia di San Marino renda difficile la realizzazione di impianti idonei allo smaltimento dei rifiuti e come la Repubblica del Titano condivida gli obiettivi e le finalità della legge regionale sulla gestione dei rifiuti, sostenendo misure dirette alla riduzione della produzione e al recupero dei rifiuti nonché i principi dell’economia circolare. "Voler chiedere a San Marino di costruire un proprio impianto- ha commentato- significa peggiorare il saldo ambientale della nostra regione. Gli accordi permettono di smaltire questi rifiuti rispettando tutti i parametri di legge".

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