Il candidato Sara Visintin interviene sull'incontro a tre di Unindustria

"L'associazione industriali ha scelto di interloquire con il potere e con le sue imitazioni più o meno ben riuscite"

Il candidato sindaco Sara Visintin, che corre alle amministrative con la lista Diritti in Comune Diritti a Sinistra, interviene sull'incontro "ristretto" organizzato lunedì 23 maggio da Unindustria, in cui sono stati inviatato al tavolo del confronto solo tre candidati sindaco: Andrea Gnassi, Marzio Pecci, Luigi Campresi. Esclusi gli altri cinque candidati.

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"Non sono stata invitata al confronto con Unindustria Rimini, me ne farò una ragione, anche se in campagna elettorale ogni spazio di confronto e discussione è prezioso, utile a fare conoscere le proprie proposte - afferma Sara Visintin -. Unindustria ha scelto di interloquire con il potere e con le sue imitazioni più o meno ben riuscite. La cosa non mi stupisce in un territorio dove sono stati commissariati tre istituti di credito e dove per oltre un decennio l’accesso al credito di una delle banche commissariate è stato orientato a sostegno di pochissime realtà industriali del territorio, quei grandi capitani di impresa invitati in ateneo a Forlì a narrare le proprie fortune, ahimè, temporanee. Al centro del dibattito, stando a quanto si apprende, vi è stata la Fiera di Rimini. Palcoscenico curioso per tale tema dato che gli industriali riminesi hanno contribuito alla creazione del quarto polo fieristico nazionale marginalmente ed in misura molto minore rispetto ad altre categorie economiche. Da un lato c’è un Sindaco uscente che dovrebbe spiegare quali sinergie attivò, o non attivò, nel 2012 per il nulla di fatto sul Polo Fieristico Romagnolo (che avrebbe portato con un esborso di € 1.400.000 da parte di Rimini Fiera alla creazione di un’unica società di gestione per Rimini, Forli e Cesena), che avrebbe dato vita ad una società ben più solida e dal valore economico superiore a Fiera di Bologna, mettendo in sicurezza tanto le manifestazioni quanto la vera risorsa di un’azienda dei servizi, ovvero le maestranze. Su Camporesi mi piacerebbe conoscere il suo pensiero al netto dei suggerimenti (ahimè rovinosamente errati) di Ferri e Sacchini, magari visti i rapporti con il Sindaco di Verona Tosi potrebbe trovare in quest’ultimo un suggeritore più preparato.

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