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Il Consiglio comunale si "infiamma" sul finale e c'è chi vede grosse crepe nella maggioranza

"L'amministrazione è rimasta schiacciata dal covid non riesce a ripristinare la normalità. Non c’è un piano per la ripresa, il comune è paralizzato e la litigiosità interna sale"

Davide Frisoni, protagonista dello scontro con Piccari

Giovedì sera il teatro Galli ha ospitato il Consiglio comunale di Rimini. La seduta, con modalità mista, con alcuni in presenza e altri in collegamento da casa, ha visto in via libera alla proposta di delibera sul regolamento IMU. 17 voti favorevoli, nessun contrario e 13 astenuti. A maggioranza, con 17 voti favorevoli e 11 contrari, è stata approvata anche la delibera su aliquote e detrazioni 2020 sempre relative all’Imu. Per quanto riguarda il punto all’ordine del giorno riferito “all’Affidamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione della riscossione coattiva di alcune entrate”, la proposta di delibera è passata con il voto favorevole di 18 consiglieri e 10 astenuti.

A infuocare il dibattito è stata la delibera sull’Individuazione di organismi collegiali indispensabili al raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente ex art. 96 D. Lgs. 267/2000”. Il consigliere di Patto Civico – Italia Viva Davide Frisoni, che aveva presentato un emendamento, ha lamentato l’assenza di alcuni documenti fondamentali da lui richiesti in commissione e riguardanti i nominativi dei componenti degli organismi. Da quel momento è iniziata una discussione con il capogruppo del Pd Enrico Piccari e non solo. Alla fine Frisoni l'ha spuntata ed stato votato per il rinvio della delibera con 11 voti favorevoli, 7 astenuti e 10 contrari. A pesare anche la scelta di alcuni consiglieri di maggioranza.

Per la minoranza questa vicenda mete in luce i segnali che la maggioranza in crisi. Secondo Gennaro Mauro del Movimento Nazionale per la Sovranità “è andata in scena in consiglio comunale una tipica commedia all’Italiana, dove il protagonista Davide Frisoni ha lanciato dei violenti dardi al sindaco Gnassi. In maniera pretestuosa su una delibera di semplice ricognizione degli organismi collegiali ritenuti indispensabili al raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente Comune di Rimini, il consigliere Frisoni ha lanciato un pesante avvertimento del suo profondo malessere. Tanti consiglieri del PD hanno colto la ghiotta occasione, e all’atto della votazione si sono tolti “i sassolini dalle scarpe” sostenendo la sua richiesta di rinvio della delibera incriminata. È già iniziata la caccia ai dissidenti. Naturalmente il centrodestra per evidenziare la forte frattura all’interno della maggioranza ha votato in modo che la maggioranza di centrosinistra soccombesse“.

Mauro continua: “Che quella di Frisoni sia stata una richiesta pretestuosa lo dico senza tema di essere smentito da presidente della prima commissione consiliare deputata a dare un parere preventivo alla delibera. Questa viene riproposta ogni anno, e anche quest’anno in commissione si sono avuti dall’assessore e dal dirigente competente tutti i chiarimenti del caso. Quello di ieri sera è un chiaro segnale rivolto al sindaco Gnassi, sicuramente alimentato dagli atteggiamenti di scarso rispetto del ruolo istituzionale del Consiglio Comunale. In questi quattro anni è stata dura per i colleghi della maggioranza chiamati solo a “pigiare” il pulsante per avvallare le scelte del sindaco assunte in solitudine senza il coinvolgimento della sua maggioranza. Adesso il nostro “enfant prodige” si sta muovendo sgomitando per dire la sua alle prossime elezioni amministrative, cercando di imporre il suo successore. Si palesa una grande frattura all’interno del centrosinistra proprio sulla figura che dovrà essere proposta come candidato sindaco da contrapporre a quelle del centrodestra alle prossime elezioni dell’anno prossimo".

A rincarare la dose anche Marzio Pecci, capogruppo della Lega: “In consiglio comunale, chiedere il rinvio della discussione è un abominio, è come parlare di “corda in casa dell’impiccato. In questi casi la maggioranza si chiude “a riccio” e tutto viene approvato. Ieri no. Una lunga discussione con offese, tra il capogruppo PD Piccari e Frisoni, che hanno evidenziato “la pochezza” della maggioranza e della Giunta. Da qualche giorno in comune sembra che l’impiccato sia il Sindaco che, in vista delle elezioni del prossimo anno, non riesce più a tenere compatta la maggioranza. In tre giorni il Sindaco  ha dovuto subire la nomina di Carradori all’Ausl, poi quella di Zaghini al Ceis e ieri sera la sconfitta della maggioranza che è “andata sotto” nella delibera citata causa dell’astensione del consigliere Casadei e del voto contrario e determinante del Consigliere Gianfreda. L’accaduto sarebbe irrilevante e comico se la situazione non fosse grave e la crisi non incombesse“.

Pecci sottolinea che "l’amministrazione comunale è rimasta schiacciata dal covid19 non riesce a ripristinare la normalità. Non c’è un piano per la ripresa, il comune è paralizzato e la litigiosità interna sale. Anche questa volta gli imprenditori, i commercianti, i professionisti pagano il prezzo della incapacità degli amministratori. Il conto di fine stagione sarà salato".

“Ieri sera - afferma Mario Erbetta di Rinascita Civica -  per l’ennesima volta a un consigliere (Davide Frisoni) non sono stati forniti i documenti che aveva chiesto in commissione da poter allegare alla delibera. Lo stesso ha presentato un emendamento per evitare che le commissioni ritenute indispensabili a giudizio della Giunta rimanessero tali nel tempo in modo automatico togliendo di fatto ogni parola in merito al Consiglio Comunale. Emendamento che condivido pienamente. Ma la cosa sconcertante sono state le risposte al consigliere Frisoni da parte del Capogruppo del PD che rappresenta la voce della politica di Giunta totalmente antidemocratica".

Il consigliere evidenzia "una totale mancanza di trasparenza da parte della Giunta verso il Consiglio Comunale. Documenti non allegati alle delibere, risposte ad interrogazioni che rimandano a altri siti o persone per estrapolare i documenti, interrogazioni con risposta urgente entro 5 giorni che ricevono la stessa dopo un mese e passa. Il principio e’ che i consiglieri di minoranza meno sanno e meglio è".

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