Il M5S all'attacco sullo spostamento della Questura: "I cittadini pagano le lotte interne del Pd"

Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sul ritardo che sta riguardando il trasferimento dell’ufficio immigrazione

“Il mancato trasferimento dell’ufficio immigrazione della Questura è la dimostrazione che il famoso Patto per la sicurezza siglato a favore di telecamere dal PD a dicembre era solo uno spot elettorale e niente più. E a farne le spese saranno, come al solito, i cittadini che vedranno la loro legittima richiesta di maggiore sicurezza rimandata a data da destinarsi”. Raffaella Sensoli, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sul ritardo che sta riguardando il trasferimento dell’ufficio immigrazione della Questura di Rimini nei locali di piazzale Bornaccini. Trasloco annunciato a fine dicembre e che avrebbe dovuto realizzarsi entro il 28 febbraio ma che è rimasto solo sulla carta. “L’aspetto più paradossale di questa vicenda è che Governo, Comune e Provincia che a dicembre annunciarono questa novità non avevano evidentemente preso in considerazione che in quegli stessi spazi si trova il Centro per l’impiego di Rimini, fino a poco tempo fa gestito dalla Provincia ma che oggi fa riferimento all’Agenzia regionale per il lavoro. Ufficio che il Comune vorrebbe trasferire in locali dove sembra manchino gli ascensori per i gli utenti disabili, collocato in un’area dove i parcheggi sono a pagamento: una beffa per i disoccupati che si rivolgono a quel servizio alla ricerca di un lavoro. – spiega Raffaella Sensoli –  Ne è nato uno scaricabarile continuo tra i diversi soggetti interessati, con la Regione che non avrebbe collaborato anzi addirittura remando contro. Come al solito il PD sta cercando di scaricare sulla pelle dei cittadini gli effetti della guerra interna al partito dopo la batosta elettorale. E i nervi tesi tra amministratori comunali e regionali del PD sono confermati anche dall’impossibilità di svolgere riunioni su questo tema causa l’assenza di molti sindaci e la mancanza del numero legale, particolare che dimostra un utilizzo strumentale delle istituzioni. Ecco perché – conclude Raffaella Sensoli – con la nostra interrogazione chiediamo alla Regione di rompere il silenzio su questo argomento e di fare al più presto chiarezza rispettando gli accordi firmati nel patto per la sicurezza e chiedendo che si faccia ora quello che doveva essere fatto mesi fa, in tempo per risolvere eventuali problemi”.

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