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Il Pd in Emilia-Romagna accende i riflettori sulla crisi umanitaria in Afghanistan

Nadia Rossi, firmataria di una risoluzione presentata insieme ai colleghi dem: “Ora gli sforzi siano per creare corridoi umanitari e portare in salvo connazionali e persone in pericolo, penso soprattutto alle donne ed ai bambini”

 La drammatica crisi in Afghanistan approda anche in Assemblea Legislativa regionale con una risoluzione presentata dal Partito Democratico. “Mentre assistiamo al dramma di donne, uomini e bambini in fuga dai talebani, in prima battuta non possiamo che accendere i riflettori sulla necessità di prestare soccorsi umanitari” spiega Nadia Rossi, da anni impegnata per la tutela dei diritti dei più deboli. “Chiediamo sostegno da parte della nostra Regione a tutte le iniziative di solidarietà, accoglienza e concreta vicinanza al popolo afghano. – prosegue Rossi – Ricordo a titolo di esempio la disponibilità all’accoglienza espressa dall’ANCI (associazione nazionale dei comuni italiani) e quella espressa dal Sindaco del Comune di Rimini Andrea Gnassi. Penso infatti che sia fondamentale coinvolgere le nostre Comunità locali nel percorso di consapevolezza, conoscenza ed eventuale accoglienza in forza dell’evolversi della situazione”.

“Come hanno già ricordato il presidente Bonaccini e la vicepresidente Schlein che hanno offerto ospitalità sul territorio regionale, la messa in salvo dei rifugiati è prioritaria, con l’attivazione di corridoi umanitari e il mantenimento in Afghanistan di un presidio diplomatico italiano che faciliti le richieste di asilo” si legge nel documento del Partito Democratico.

“Con la nostra risoluzione a prima firma Mori – sintetizza la consigliera regionale – impegniamo la Regione a chiedere a Italia e Europa di proseguire lo sforzo per una evacuazione immediata senza esclusioni di coloro che sono in pericolo. In particolare, il personale attivo in Afghanistan e i cittadini italiani oltre a coloro che hanno collaborato con la nostra missione, le donne single o sole con figli, le ragazze e persone LGBT+, le attiviste e attivisti per i diritti umani e coloro che sono politicamente esposti, le giornaliste e i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti, le operatrici e gli operatori sanitari e sociali e chi ha lavorato in programmi umanitari e di sviluppo con le organizzazioni internazionali”. Infine, il Pd chiede di inviare la risoluzione alle massime Autorità nazionali e europee perché questo drammatico passaggio storico può essere affrontato solo tutti e tutte insieme.

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