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Il Pd riparte dalla partecipazione alla vita politico-amministrativa

A otto mesi dalla chiusura delle Circoscrizioni, il Partito Democratico di Rimini riprende l'atto di indirizzo per la realizzazione di organismi di partecipazione

E' il momento di ripartire dalla partecipazione alla vita politico-amministrativa. A otto mesi dalla chiusura delle Circoscrizioni, il Partito Democratico di Rimini riprende l'atto di indirizzo per la realizzazione di organismi di partecipazione, approvato lo scorso anno dal consiglio comunale, per ripensarne l'organizzazione anche alla luce della nuova riforma istituzionale.

«E' necessario fornire ai cittadini "luoghi e strumenti" per essere più vicini alle istituzioni – osserva il Segretario provinciale Pd, Emma Petitti -. Di fronte alla crisi, al rischio di tensioni sociali e alla necessità, da parte degli enti locali, di far comprendere e condividere le scelte operate nei bilanci, si sente l'esigenza di organismi di coesione, che permettano ai cittadini di partecipare alle decisioni e di intervenire nella gestione dei servizi, collaborando con i loro rappresentanti in progetti comuni ed esprimendo proposte e iniziative». L'atto di indirizzo approvato lo scorso anno prevede di suddividere il territorio di Rimini in 4 zone, creando in ciascuna un Consiglio territoriale di partecipazione composto da 20 consiglieri nominati dal Consiglio Comunale, senza indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese.

«La proposta rappresenta un punto di equilibrio, una base di partenza per una discussione che deve comprendere anche strumenti quali internet e i social network. Dobbiamo ripensarla anche alla luce del dibattito sul nuovo assetto istituzionale nel nostro Paese, dibattito che va affrontato partendo dal basso - spiega Petitti -. Perché l’investimento più importante per i prossimi anni è il rafforzamento del capitale sociale e umano della città. La partecipazione rappresenta il vero motore di una nuova fase sviluppo per raccogliere dal basso gli stimoli e i bisogni che emergono dal territorio. Rimini, come dimostra la risposta ottenuta dal progetto Civivo varato dall'amministrazione comunale, possiede un patrimonio di civismo che non va disperso, ma che anzi richiede di essere difeso e valorizzato».

E' il momento di ripartire dalla partecipazione alla vita politico-amministrativa. A otto mesi dalla chiusura delle Circoscrizioni, il Partito Democratico di Rimini riprende l'atto di indirizzo per la realizzazione di organismi di partecipazione, approvato lo scorso anno dal consiglio comunale, per ripensarne l'organizzazione anche alla luce della nuova riforma istituzionale. «E' necessario fornire ai cittadini "luoghi e strumenti" per essere più vicini alle istituzioni – osserva il Segretario provinciale Pd, Emma Petitti -. Di fronte alla crisi, al rischio di tensioni sociali e alla necessità, da parte degli enti locali, di far comprendere e condividere le scelte operate nei bilanci, si sente l'esigenza di organismi di coesione, che permettano ai cittadini di partecipare alle decisioni e di intervenire nella gestione dei servizi, collaborando con i loro rappresentanti in progetti comuni ed esprimendo proposte e iniziative».

L'atto di indirizzo approvato lo scorso anno prevede di suddividere il territorio di Rimini in 4 zone, creando in ciascuna un Consiglio territoriale di partecipazione composto da 20 consiglieri nominati dal Consiglio Comunale, senza indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese. «La proposta rappresenta un punto di equilibrio, una base di partenza per una discussione che deve comprendere anche strumenti quali internet e i social network. Dobbiamo ripensarla anche alla luce del dibattito sul nuovo assetto istituzionale nel nostro Paese, dibattito che va affrontato partendo dal basso - spiega Petitti -. Perché l’investimento più importante per i prossimi anni è il rafforzamento del capitale sociale e umano della città. La partecipazione rappresenta il vero motore di una nuova fase sviluppo per raccogliere dal basso gli stimoli e i bisogni che emergono dal territorio. Rimini, come dimostra la risposta ottenuta dal progetto Civivo varato dall'amministrazione comunale, possiede un patrimonio di civismo che non va disperso, ma che anzi richiede di essere difeso e valorizzato».

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