Il Popolo della Famiglia presenta i candidati riminesi a Camera e Senato

Il PdF non si presenta in coalizione né col centrodestra né col centrosinistra e vuole tornare a investire sulla famiglia, su giovani e lavoro

Il Popolo della Famiglia ha depositato simbolo e sintesi programmatica al Viminale, è dunque ufficialmente in campo verso il 4 marzo. A Rimini e Riccione in pochi giorni sono state raccolte oltre 500 firme per la presentazione delle liste. Capolista alla Camera, Mirko De Carli di Ravenna, 33 anni, coordinatore per il nord Italia del Popolo della Famiglia. Capolista al Senato è Sergio De Vita di Santarcangelo, 58 anni, psicologo e consulente del Tribunale di Rimini. Per il Senato sono in lista anche Sergio Aurelio Perrini di Rimini e Carla Lodi di Forlì; per la Camera, Dino Gianpietro Angeli di Riccione, Massimiliano Crivellari di Santarcangelo, Elisa Visani di Faenza. Il PdF non si presenta in coalizione né col centrodestra né col centrosinistra i quali daranno luogo ad una intesa e la prima legge che faranno sarà proprio la legge Bongiorno-Scalfarotto sull’omofobia che, con i sei anni di carcere previsti all’articolo 1, cercherà di criminalizzare e mettere fuori gioco il mondo pro Family. Il Popolo della Famiglia evidenzia come principale problema del Paese la denatalità e l’attacco sistematico alla famiglia. La soluzione programmatica che esso indica è tornare a investire sulla famiglia, su giovani e lavoro, cioè sul futuro, partendo dal riconoscimento del ruolo decisivo della maternità.

Propongono l’istituzione del reddito di maternità (1.000 euro al mese di indennità per le donne italiane che decideranno di dedicarsi in via esclusiva alla cura della famiglia), l’aumento degli assegni familiari, la riforma fiscale detta del “quoziente familiare”, l’incremento dei fondi per i 3.8 milioni di disabili italiani ormai pressoché totalmente a carico della famiglia, la libertà scolastica e la riforma detta del “costo standard”, perché sono i genitori a dover scegliere in che scuola educare i loro figli senza dannosi aggravi. Il Popolo della Famiglia chiede di riscrivere completamente il patto con l’Europa, a partire dal diritto universale a nascere e dalla proclamazione delle radici cristiane, ricordando che l’investimento sulla famiglia è condizione per far rifiorire l’economia italiana. Allo stesso tempo, più investimenti sulla sicurezza, maggiore dignità ai salari delle forze dell’ordine, anche per una gestione severa di flussi migratori che stanno diventando insostenibili.

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