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Imu agricola, le novità del decreto: detrazione di 200 euro e criteri più ampi di esenzione

Prima del decreto i Comuni esentati totalmente dal pagamento si erano ridotti a 1.498, dopo il decreto saranno 3.456 e 655 saranno parzialmente esentati

E' all'esame della commissione Finanze della Camera il decreto di conversione in legge "Misure urgenti in materia di esenzione Imu", approvato il 25 febbraio scorso dal Senato, che interessa in particolare il tema dell'Imu agricola. Fra le novità più rilevanti contenute nel provvedimento vi sono l'esenzione totale per i terreni a immutabile destinazione 'agro-silvo-pastorale', nessuna sanzione né interessi per i contribuenti che pagheranno entro il 31 marzo, rimborso per coloro che hanno effettuato il pagamento in base alla classificazione del 28 novembre 2014 e che ora, in base a quella nuova contenuta nel decreto, risultano esenti.

Lo spiega il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti, commentando che "l'azione portata avanti dai parlamentari di concerto con gli enti locali e le associazioni di categoria ha fatto sì che il Governo tornasse sui suoi passi sulla questione. Il problema è stato risolto parzialmente: per questo presenterò un ordine del giorno alla Camera che impegni l'esecutivo ad andare oltre con i prossimi provvedimenti, come la delega fiscale". "Sia per l’anno 2014 che per il 2015 si applicheranno i criteri già approvati precedentemente, ovvero l’esenzione per i terreni agricoli ubicati nei Comuni montani, nonché quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola ubicati nei Comuni parzialmente montani. Inoltre vengono introdotti ulteriori criteri con gli emendamenti approvati al Senato. Nei Comuni ricadenti nelle aree di "collina svantaggiata" gli agricoltori e gli imprenditori agricoli godranno di una detrazione standard di 200 euro, che riguarderà complessivamente altri 1600 comuni in tutta Italia".

Il decreto, spiega ancora Arlotti, indica che la detrazione spetta anche alle zone "disagiate" delimitate all'interno territori comunali individuate dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, che in provincia di Rimini comprende i Comuni di Coriano, Gemmano, Mondaino, Montecolombo, Montefiore, Montegridolfo, Montescudo, Poggio Torriana, Rimini, Saludecio, San Clemente, Santarcangelo e Verucchio. "Inoltre il Governo ha previsto il diritto al rimorso o alla compensazione per i versamenti non dovuti effettuati dai contribuenti, che dovranno farne esplicita richiesta. Viene infatti rinviato di sei mesi il termine per completare l’attuazione della delega fiscale e la riforma del catasto più la proroga per il pagamento della stessa Imu sui terreni agricoli al 31 marzo, senza il rischio di incorrere in alcuna sanzione o provvedimento da parte delle istituzioni contabili. Da ultimo, ammessa anche l’esenzione dei terreni agro-silvo-pastorali a proprietà indivisa".

Prima del decreto i Comuni esentati totalmente dal pagamento si erano ridotti a 1.498, dopo il decreto saranno 3.456 e 655 saranno parzialmente esentati. "Restano dei nodi da sciogliere - conclude Arlotti -, come rilevato da Anci e associazioni di categoria, relativi alla collina svantaggiata, alla definizione di comune parzialmente montano, e ai criteri di esenzione. Viene infatti segnalata la necessità di prendere in considerazione, tra i criteri di applicazione del tributo, aspetti connessi alla redditività delle colture tipiche, al rischio idrogeologico, alla dimensione delle aziende agricole e ad altri aspetti tipici delle diverse realtà rurali, che svolgono una fondamentale opera di presidio del territorio".
 

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