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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

Infiamma la guerra in aeroporto: Pruccoli e Sensoli all'attacco di AiRiminum

Non accenna a placarsi la querelle tra gli esponenti politici e la società di gestione del "Federico Fellini"

Non accenna a placarsi la querelle tra gli esponenti politici e la società di gestione del "Federico Fellini". Dopo gli attacchi di Pruccoli (Pd) e Sensoli (M5S) e le minacce di querele lanciate da AiRiminum, i due consiglieri regionali affilano le armi per ribattere colpo su colpo. "La reazione scomposta dell’amministratore di Airiminum mi ricorda almeno due cose - parte, lancia in resta, Giorgio Pruccoli. - La prima: avevo un compagno di scuola alle elementari che amava fare il bullo. Non avendo il fisico per farlo appena “finiva sotto” si metteva a strillare sguaiatamente e minacciava. La seconda: quelle imprese che nei vari settori degli appalti pubblici hanno più legali che dipendenti atti allo svolgimento corretto della commessa. Facile intuire il perché. A questo si può aggiungere che un ripassino su ruoli compiti e funzioni in capo alle cariche elettive non farebbe male ai vertici di Airiminum, altrimenti saprebbero che la Costituzione ci garantisce di poter dubitare, obiettare, considerare ed anche di interrogare altre Istituzioni. Attendo con trepidazione la querela che spero non sia una vuota minaccia sui giornali, ma che arrivi veramente, perché sono curioso di leggerne le motivazioni. Reato di lesa maestà?
Solitamente chi ha argomenti, strategia e capacità imprenditoriale uniti a obiettivi che possiedano rilevanza pubblica, in un caso del genere, comprendendo che per chissà quale malinteso alcuni attori istituzionali non capiscono le buone fondamenta di un progetto, piuttosto che sproloquiare e minacciare si affrettano a rassicurare l’intera comunità sulla bontà delle proprie intenzioni, del progetto stesso, cercando di condividere la vision vincente che anima la propria attività".

"Invece, “sotto le minacce niente” (la semicitazione di un titolo Vanziniano non è affatto casuale) - conclude il consigliere del Pd. - L’aeroporto di Rimini non è il salotto di casa di nessuno, i progetti che lo riguardano devono avere come unico focus la valorizzazione dello scalo e la valenza turistica dello stesso. Se nasce il dubbio che il focus stia altrove e che il Fellini sia una pedina sacrificabile di un progetto imprenditoriale diverso credo sia legittimo che chi rappresenta i riminesi nelle istituzioni chieda rispetto e garanzie. L’unico colpo che Airiminum ha battuto recentemente riguarda la richiesta di finanziamenti pubblici. E’ quasi irridente in una città dove c’è chi si trova con i beni bloccati da diversi anni ed ipotesi di reato che arrivano all’ associazione per delinquere per aver fatto  proprio quello (preciso che resto convinto della correttezza di quelle persone)".

"I vertici di AiRiminum dovrebbero sapere che il reato di lesa maestà, nel nostro Paese, non esiste più da un bel pezzo - non è da meno la Sensoli. - Per questo trovo piuttosto bizzarro il fatto che si annunci una querela per aver - udite, udite - aver posto delle domande, ovviamente tutte circostanziate e ben documentate, come è mio solito fare. E per di più averle fatte attraverso delle interrogazioni alla giunta regionale che, al momento non ci risulta far parte ancora dello scintillante mondo che AiRiminum traccia nei suoi comunicati stampa. Solo per parlare degli ultimi interrogativi che abbiamo sollevato, crediamo che su occupazione, investimenti e traffico aereo AiRiminum debba dare più di una spiegazione, anche alla luce della sua recente richiesta di finanziamenti pubblici per attrarre compagnie low cost (senza contare che l’aeroporto si trova su un bene demaniale, quindi il controllo pubblico non è certo in discussione). Anche se a molti evidentemente non è chiaro, questo tipo di attività rientra banalmente nelle prerogative (e nel lavoro) di un consigliere regionale. AiRiminum se ne faccia una ragione".

"Per questo - conclude la consigliera pentastellata - piuttosto che far volare stracci e querele, i vertici della società che gestisce il Fellini dovrebbero concentrare i loro sforzi nel trovare le soluzioni migliori per far decollare e atterrare più aerei possibili sulle nostre piste. E in quest’ottica la fine dei collegamenti con la Germania non è di certo un gran biglietto da visita, come non lo è il comportamento minaccioso e intimidatorio che stanno utilizzando verso chi pone degli interrogativi e vorrebbe delle spiegazioni. Da quanto ho iniziato il mio lavoro in Regione mi sono sempre occupata delle problematiche dei nostri aeroporti, compreso quello di Forlì. AriRiminum dorma pure sonni tranquilli, ho intenzione di continuare a farlo e di certo non basterà una querela, e una minaccia a mezzo stampa, a spaventarmi". 
 

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