Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Intervista a Marina Mascioni: "Stop alla prostituzione e prestito d'onore ai cittadini bisognosi"

Il candidato sindaco per la lista Fronte Nazionale: "Rinuncio a metà dello stipendio a favore di un fondo caritativo. Vogliamo tutelare la famiglia naturale e sostenere le forze dell'ordine con un'assistenza legale"

Nessuna allenza con altre liste. Alle amministrative del 5 giugno l'estrema destra del Fronte Nazionale per l'Italia si presenta con Marina Mascioni, che corre per la carica di sindaco con un'idea di comunità fondata sulla famiglia, sul rispetto ferreo delle regole di convivenza. Cita Dostoevskij ed è certa che la "Bellezza salverà il mondo". Una bellezza che affonda le sue radici nella forza di una comunità che lavora e opera per la crescita personale e professionale. "In primis c'è la famiglia, al centro di tutto, e la sosteniamo dal punto di vista sociale ed economico - afferma Marina Mascioni - naturalmente in questo ambito rientra la sicurezza".
Qual è il suo concetto di famiglia?
"Noi vogliamo tutelare la famiglia naturale, la genitorialità, il nucleo che genera la vita. Il nostro impegno si concentra su politiche di conciliazione, penso alla creazione di asili nido aziendali e asili familiari, guardando all'esempio francese, formando una nuova figura professionale, un operatore specializzato".
Che miglioramenti porterebbe?
"In questo modo ci sarebbe un'offerta più ampia per le famiglie nella scelta dell'asilo come momento di formazione dei propri bambini, si farebbe fronte alle lunghe liste d'attesa, ci sarebbe una maggiore elesticità negli orari per i genitori che lavorano, oltre al beneficio per i bimbi di crescere in un ambiente familiare".
Un servizio che secondo lei è assente?
"Noi vogliamo abbattere le barriere architettoniche per i portatori di handicap, ma anche quelle della comunicazione ed è necessaria negli uffici pubblici la presenza di un operatore che conosca la lingua dei segni. Una figura presente in ospedale, in tribunale, nelle scuole e negli uffici".
Una vostra proposta è il prestito d'onore, come funzionerebbe?
"Il Comune deve essere attore in questo e attivare un progetto con gli istituti di credito. Il prestito verrebbe dato ad esempio alle giovani coppie in difficoltà, alle mamme con problematiche di gestazione che non possono lavorare. Un'altra proposta è la ruota degli alimenti, posta nella sede comunale, e dedicata a chi non riesce a fare la spesa, molti anziani vivono un grande disagio e si sentono sviliti nella dignità. Questo è welfare, ma chiamiamolo con il suo nome: stato sociale. Bisogna alzare il livello".
Che fotografia scatta sul tema sicurezza?
"Non stiamo vivendo più in una città sicura, tra microcriminalità, spaccio, abusi e droga. Non discuto il buon operato delle forze dell'ordine, ma non c'è certezza della pena, devono essere più severe. Anche la prostituzione fa da padrona a Rimini".
Come risolverebbe il problema?
"Tolleranza zero. In veste di sindaco andrei ogni settimana a battere i pugni alla commissione competente, ho un progetto ben preciso su questo. La prostituzione per la legge non è un reato, ma non è ammissibile che le donne esercitino liberamente in strada, anche di giorno, davanti a tutti. Se non è reato allora legalizziamola, basta con questa ipocrisia".
Pensa a maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine?
"Assolutamente. Vogliamo i vigili fuori dagli uffici, devono essere presenti sul territorio 24 ore su 24, e bisogna mappare i luoghi più pericolosi. Inoltre vogliamo sostenere il personale delle forze dell'ordine creando un fondo comunale per l'assistenza legale, per aiutarli nei casi in cui si trovano imputati solo per aver esercitato la legittima difesa".
Sulla vicenda della nuova questura?
"La questura va recuperata e il centro oeprativo merita un nuovo spazio. E' stata data la possibilità a un privato di costruire l'edificio e adesso è una cattedrale nel deserto, nel pieno degrado. Se non si può recuperare allora bisogna requisirla e, nel caso, abbatterla".
Ha affermato che rinuncerebbe a parte del suo stipendio da sindaco, come impiegherebbe il denaro?
"Rinuncerei al 50% per destinarlo in un fondo vincolato a favore dei cittadini bisognosi. In cinque anni sarebbero 150mila euro. Penso che il sindaco non è il capo di una città, ma il leader che deve dare il buon esempio nell'interesse di tutti".

La sua prima azione da primo cittadino?
"Convocherei singolarmente tutti i dirigenti della macchina comunale e cercherei di capire come concepiscono la bellezza a tutto tondo. Incaricherei poi la persona più sensibile per stilare una ricognizione dettagliata sulle 'brutture' presenti sul territorio, dall'ambiente ai servizi dedicati alle persone, perché crediamo che la bellezza sia una componente fondamentale per il benessere della persona".

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