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Jobs act, al voto alla Camera gli emendamenti per correggere il decreto

Sono iniziate martedì in Commissione lavoro alla Camera le votazioni sugli emendamenti al Decreto lavoro. "Il Jobs act - afferma Arlotti - mira a supportare questo ulteriore sforzo e gli emendamenti presentati hanno lo scopo di migliorarne l’efficacia e di favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro"

Sono iniziate le votazioni sugli emendamenti allo scopo di migliorare il provvedimento che ha come obiettivo principale di offrire maggiori opportunità di lavoro. Il deputato riminese del Pd, Tiziano Arlotti, ha presentato due emendamenti nei quali chiede di  "ridurre i rinnovi contrattuali da 8 a 5 volte nell’arco dei 36 mesi complessivi". Inoltre "per i lavoratori che abbiano nell’esecuzione di uno o più contratti a termine, anche tramite somministrazione di lavoro, per un periodo superiore a sei mesi nella stessa azienda, sia riconosciuto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato ed indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con specifico riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione di rapporti a termine. I Contratti collettivi dovranno prevedere modalità e criteri del diritto di precedenza".

Arlotti è inoltre il  primo firmatario dell’emendamento che vuole favorire le esperienze lavorative degli studenti con meno di 18 anni nel periodo delle vacanze estive, e per un periodo non superiore a tre mesi, equiparando la contribuzione a carico del datore di lavoro a quella degli apprendisti e prevedendo un a formazione preliminare organizzata da centri di formazione professionale durante l’anno scolastico, che verrà certificata e darà luogo a crediti formativi riconosciuti.

"Si tratta - illustra il parlamentare democratico - di emendamenti che tengono conto della peculiarità del mercato del lavoro riminese ma anche di altre realtà italiane sulle quali confido in un positivo riscontro. Il tema del lavoro ha assunto aspetti drammatici. Dal 1977 non avevamo un tasso di disoccupazione al 13% e un tasso di disoccupazione giovanile al 43% . Dal 2008 ad oggi, i giovani che non trovano lavoro sono raddoppiati e se da un lato la recessione economica è la causa, dall’altro anche la riforma Fornero ha bloccato il turnover e frenato bruscamente l’accesso delle nuove generazioni".

"Ma anche la composizione del mercato del lavoro si è ulteriormente precarizzata - aggiunge Arlotti -. Nella Provincia di Rimini siamo arrivati ad avere solamente il 6,3% di assunzioni a tempo indeterminato sul totale degli avviati al lavoro. Le assunzioni a tempo determinato nel corso del 2013 sono passate dal 54,5% del 2012 al 64% (+9,5%). Complessivamente con la stipula di 88092 contratti di avviamento al lavoro o di altra natura (lavoro a somministrazione, contratti atipici, co.co.co, co.co.pro…) solo il 6.3% sul totale sono gli assunti a tempo indeterminato, e ciò è avvenuto nonostante il decreto Fare e il decreto Lavoro del governo Letta abbiano inserito importanti incentivi per favorire le imprese che assumono a tempo indeterminato (arrivando a defiscalizzare le assunzione per gli under 35 con tagli contributivi fino a 650 euro mensili e favorendo l'assunzione di lavoratori in mobilità con il 50% dell'indennità abbuonata all'impresa assuntrice)".

"Il Jobs act - conclude Arlotti - mira a supportare questo ulteriore sforzo e gli emendamenti presentati hanno lo scopo di migliorarne l’efficacia e di favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e dell’apprendistato professionalizzante, contrastando la precarizzazione e, come nel caso dell’emendamento per favorire l’alternanza scuola lavoro dei ragazzi fino a 18 anni, combattendo evasione e lavoro nero".

PETITTI - Il deputato Emma Petitti ha sottoscritto alcuni degli emendamenti elaborati grazie al lavoro portato avanti con il presidente della Commissione stessa, Cesare Damiano. Obiettivo, correggere il decreto senza stravolgerne l’impianto. "Gli emendamenti da noi presentati puntano innanzitutto a ribadire la centralità del contratto a tempo indeterminato - spiega Petitti -, che per ciò che riguarda l'occupazione dei giovani dovrà trovare la sua realizzazione nel “contratto di inserimento a tempo indeterminato” contenuto nella Delega del Governo. Proponiamo in particolare di ridurre le  8 proroghe previste a un massimo di 5 nel periodo di 36 mesi, che non viene messo in discussione. Vogliamo inoltre consolidare il diritto di precedenza nelle assunzioni dei lavoratori a termine nel caso in cui l’azienda preveda nuova occupazione nella stessa mansione".

Centrale anche il tema dell'apprendistato e della formazione, che interessa da vicino anche i giovani che intendono svolgere lavori stagionali. "Per l’apprendistato chiediamo di mantenere l’obbligo della   formazione pubblica, salvo stabilire che siano le Regioni a dover mettere l’impresa in condizioni di adempiere a tale obbligo entro 45 giorni, limite temporale superato il quale l’obbligo decade. Sollecitiamo anche la reintroduzione della certificazione scritta del Piano Formativo, evitando il rischio di incorrere nelle procedure di infrazione dell’Unione Europea". Gli emendamenti puntano poi a reintrodurre l’obbligo di stabilizzare una quota di apprendisti cancellato dal governo Renzi. "Si tratta di una mediazione tra le norme in vigore prima del decreto legge e quelle attuali: con un emendamento infatti si riduce dal 50% al 20% la percentuale di nuovi apprendisti da assumere e si prevede che tale vincolo valga solo per le aziende con più di 30 unità (contro le dieci)". "In sede di voto degli emendamenti potranno senz'altro essere affrontati gli elementi di criticità e gli affinamenti tecnici ai quali si è più fatto riferimento nel dibattito e su cui abbiamo lavorato con Damiano - conclude Petitti -. Mi auguro che vi sia un confronto serio sul merito del decreto in esame, che sia orientato a migliorare gli interventi previsti dal provvedimento".

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