L'assessore Rinaldi ribatte alla Lega: "A Santarcangelo contrastiamo la povertà, non i poveri"

Botta e risposta tra il responsabile del Carroccio e l'assessore alla Sicurezza della città clementina sul problema dell'accattonaggio

Dopo l'attacco della Lega Nord, che a Santarcangelo chiedeva "tolleranza zero su accattoni e mendicanti", dal Comune è arrivata la replica dell'assessore alla Sicurezza Danilo Rinaldi che, in una nota stampa, spiega come "Il responsabile della Lega di Santarcangelo si è reso protagonista di un intervento, al quale rispondo in quanto chiamato direttamente in causa, che suona come uno dei tanti spot elettorali di una campagna già effettivamente partita. Si legge nell’intervento la volontà di dipingere una Santarcangelo distante dalla realtà, citando oltretutto in maniera volontariamente errata l’articolo 15 del nostro regolamento di polizia municipale, che vieta espressamente non l’accattonaggio generico, ma quello molesto. Sull’accattonaggio molesto siamo sempre intervenuti in maniera determinata, tanto che leggendo le dichiarazioni della Lega santarcangiolese traspare più che altro la volontà di un contrasto diretto alle persone più povere, senza doverosamente approfondire le diverse situazioni e suggerendo al contrario ordinanze e altre azioni repressive “spot”. A Santarcangelo, credo sia utile metterlo in chiaro, siamo abituati a contrastare la povertà, non i poveri".

"Detto questo - prosegue l'assssore - venerdì scorso si è verificata una presenza rilevante di persone che richiedevano l’elemosina, e lo dico da persona abituata a vivere il paese per vedere con i miei occhi la realtà, ma si tratta di un fenomeno che per il momento resta comunque specifico e limitato, in netto contrasto con l’immagine fornita dal sig. Bertozzi di una situazione che a Santarcangelo “sta degenerando”. Nessuna volontà di ridimensionare, in ogni caso: il fenomeno citato si basa in parte su un sistema organizzato di persone che si spostano frequentando diversi mercati romagnoli. Non è certo con un’ordinanza, quindi, che il fenomeno può essere arginato, ma assicurando la massima collaborazione alle autorità preposte e lasciando loro tempo e modo di lavorare, senza sventolare facili soluzioni. In merito invece ai questuanti stabilmente attivi in Provincia di Rimini, per quanto ci è dato sapere non si sono mai resi protagonisti di atteggiamenti molesti. In questo senso, quando parliamo cioè di persone che chiedono l’elemosina poiché si trovano in uno stato di effettiva indigenza, vorrei ricordare l’impegno di questa amministrazione comunale nel contrasto alle povertà estreme. Un impegno che si concretizza con diverse modalità d’intervento, come ad esempio i progetti di housing first, il terzo dei quali avviato il mese scorso coinvolgendo altre tre persone senza fissa dimora presenti sul territorio comunale. Questo perché come amministrazione crediamo fortemente che per garantire la sicurezza del territorio il primo tassello sia quello della sicurezza sociale, dando la possibilità alle persone di riscattarsi e uscire dall’emarginazione della vita in strada. È questo il primo e più efficace elemento fondamentale se si ha a cuore il bene della nostra città, al di la di ogni spot elettorale".

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