La Lega fa quadrato e sulla nuova Questura attacca il sindaco Gnassi

L'onorevole Raffaelli parla di un sindaco "in affanno" ed esprime la propria solidarietà a Prefetto e Questore mentre il segretario provinciale del Carroccio, Bruno Galli, lo invita a "spiegare la differenza tra il ‘provvisorio’ del patto della sicurezza e quello della Lega"

Dopo la lettera urgente che il sindaco di Rimini ha inviato al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, e al capo della polizia, Franco Gabrielli sul tema della nuova Questura, e in merito al mancato invito al tour dei sottosgretari Morrone e Molteni in città, si scatena l'ira della Lega contro il primo cittadino. Quella di Gnassi era una missiva per chiedere "il rigoroso rispetto dei contenuti del Patto sulla sicurezza". Nero su bianco, tra l’altro, «viene fatta la ricostruzione puntuale della vicenda e degli atti conseguenti, e l’indicazione di tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella storia passata e recente". In sostanza, quindi, c’era il richiamo formale del sindaco, tramite lettera ufficiale, "affinché vengano rispettati gli accordi sottoscritti un anno fa, visto che il Comune di Rimini e gli altri enti locali stanno rispettando i propri in ordine alla sede provvisoria in piazzale Bornaccini". A stretto giro di posta, tuttavia, è arrivata la replica della Lega con l'onorevole Raffaelli che parla di un "Gnassi in affanno" ed esprime la propria solidarietà a Prefetto e Questore mentre il segretario provinciale del Carroccio, Bruno Galli, che lo invita a "spiegare la differenza tra il ‘provvisorio’ del patto della sicurezza e quello della lega".

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“Parlano di istituzioni, di democrazia a ritmi alterni - commenta l’onorevole Elena Raffaelli alle nuove esternazioni del sindaco Gnassi. - Quando fa comodo loro. Mi riferisco al sindaco Andrea Gnassi, ma anche all’ex tutto Sergio Pizzolante, il politico per tutte le stagioni. Gnassi non sa darsi pace e perde la testa. Attacca scompostamente tutti, compresi il Prefetto e il Questore, a cui va la nostra piena solidarietà e, credo, anche quella di tutti i riminesi che devono ringraziare questi servitori dello Stato, integerrimi e estremamente capaci, se vaste aree della città non sono ridotte a un ghetto. E certo Rimini non può ringraziare Gnassi per come si sta comportando sulla questione ‘questura’. Un problema che si trascina da anni, su cui le amministrazioni Pd, come visto, hanno grandi responsabilità e che deve essere risolto subito. E se la soluzione trovata, l’unica percorribile, non aggrada al sindaco, se ne dovrà fare una ragione. Anziché sbraitare contro esponenti della Lega che si sono dati da fare, sarebbe più opportuno che li ringraziasse. Ma io credo che tanta acrimonia da parte del sindaco parta da un problema più generale della classe politica dem, abituata al potere assoluto da decenni e ora incredula di fronte a una svolta così radicale non solo del modo di fare politica, più diretto, più chiaro, più trasparente, ma anche di amministrare. La nostra politica del fare, contro la politica degli annunci di Gnassi e del Pd. E paradossalmente è proprio Pizzolante che certifica, pur involontariamente, questa debacle, non facendo certo un favore ai suoi alleati dem”.

Sul tema, interviene anche Bruno Galli, segretario provinciale della Lega: “Il tanto citato da Gnassi ‘patto della Sicurezza’ prevede la sede della Questura in via provvisoria in via Bornaccini. Esattamente come previsto dalla soluzione individuata. Non si comprende quindi per quale motivo il ‘provvisorio’ del Pd non debba avere la stessa valenza del ‘provvisorio’ previsto dalla Lega e dal Governo. Il che la dice lunga sulla strumentalità delle prese di posizione del sindaco. Il rispetto delle Istituzioni, inoltre, vale anche quando si è in minoranza. Il problema sta proprio qui: Gnassi diventa sempre più consapevole che dovrà trovarsi presto un lavoro”.

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